Ancora rischi sfratti, stavolta tocca ad una madre con due figlie

tamara greoretti 3' di lettura Senigallia 03/05/2008 - Le riducono l\'orario di lavoro e lo stipendio, da tre mesi non riesce più a pagare l\'affitto ed ora è rischia lo sfratto.

Il caso di Tamara Gregoretti, 35 anni, divorziata, che vive con le figlie di 11 e 13 anni in un appartamento in via Da Palestrina, torna a riproporre il problema casa, dopo la vicenda di Djallo, il senegalese cui il Comune poi ha trovato un nuovo alloggio. Tamara dal maggio dello scorso anno vive nell\'appartamento al civico 23/b pagando un affitto a canone concordato di 479,73 euro mensili ma da gennaio non riesce più a far fronte alla spesa e così, dopo essersi rivolta al Comune senza ricevere alcuna risposta, ha chiesto aiuto al centro sociale Mezza Canaja.



Da gennaio l\'impresa di pulizie per cui lavoro mi ha ridotto l\'orario di lavoro e il mio stipendio è passato da 1200 a 850 euro -racconta Tamara- nei mesi scorsi ho dovuto fa fronte anche ad alcune spese e così ho informato il proprietario dell\'appartamento delle mie difficoltà economiche e che avrei pagato tutto non appena possibile. Per contro ho ricevuto la lettera del suo legale dove mi si intima di pagare entro lunedì 939,14 euro altrimenti daranno seguito alle procedure per lo sfratto”. A settembre Tamara aveva presentato domanda ai servizi sociali del comune per sapere se ha i requisiti per ottenere un contributo d\'affitto. “Non ho ottenuto risposta -aggiunge Tamara- ma soprattutto, quando sono tornata dopo una settimana, mi hanno detto di aver smarrito la mia pratica”.



Una situazione che ripropone il problema dei difficili equilibri economici in cui versano sempre più famiglie a Senigallia. “Il Comune deve dire che fine ha fatto la pratica di Tamara e se ha i requisiti per accedere ai contributi -chiosa Nicola Mancini del Mezza Canaja- deve poi chiarire se è normale che un appartamento di 43 metri quadri sia classificato al catasto nelle categorie delle villette. Siamo ancora una volta di fronte ad una inconsapevolezza di quello che accade da parte del comune e dell\'assessore ai servizi alla persona Fabrizio Volpini. Chiediamo che il comune si faccia garante tra Tamara e il proprietario dell\'appartamento o in caso contrario che trovi una sistemazione adeguata per lei e le sue figlie. Chiediamo che il comune non ci costringa a fare un picchetto contro lo sfratto. Il comune è ancora in tempo per intervenire”.



Siamo sempre alla stessa storia -fa eco Alessandro Genovali, del Mezza Canaja- il comune non può continuare a disinteressarsi delle problematiche sulla casa. Qual è poi il ruolo dei servizi sociali se chi è in difficoltà deve rivolgersi ad un centro sociale piuttosto che al comune? La politica sulla casa a Senigallia è faraginosa. Servono interventi reali non solo per l\'accesso ma anche per il mantenimento della casa”.








Questo è un articolo pubblicato il 03-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 03 maggio 2008 - 6910 letture

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