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La Piaga di Velluto: Complanare, questa conosciuta

5' di lettura Senigallia 19/04/2008 - Presentata come la soluzione \"gratuita\" a tutti i problemi del traffico di Senigallia, dopo un esame ravvicinato la Complanare sembra più uno strano ibrido fra una strada pericolosa e un esperimento di fisica dei fluidi. L\'unica cosa certa è che siamo di fronte a una valanga di compromessi in una città che, dopo averla sottovalutata per anni, vuole darsi una mobilità a tutti i costi. Che non sono bassi, anche se non si pagano in moneta.

Con due sole corsie, una per senso di marcia, le intersezioni a raso (a \"T\") in un solo lato, una banchina ridotta e la quasi totale assenza di vie di fuga, la Complanare si presenta come un incrocio fra una strada urbana di quartiere e una strada extraurbana secondaria. In pratica quello che fa oggi l\'Arceviese, con tutta la sua pericolosità e la sola differenza che la Complanare non attraverserà i centri abitati nel senso classico del termine, bensì li perforerà in galleria, li lambirà con degli impudichi pannelli antirumore, ne modificherà strade, abitudini e relazioni in un accerchiamento dove il compromesso e la mancanza di spazi hanno sostituito la buona tecnica e la regola d\'arte.

La visione è apocalittica, forse è più semplice dire che siamo di fronte alla scala di un pollaio. Dopo un tratto di circa tre chilometri di relativa tranquillità, fra l\'inizio in Strada della Marina e via Berardinelli, a Nord, i problemi iniziano quando Complanare e terza corsia dell\'A14 si devono infilare nello stretto pertugio che attraversa i quartieri di Borgo Ribeca e Borgo Cortellone. Con gli anni questi quartieri sono diventati popolosi, l\'edilizia ha riempito tutti i buchi disponibili e la terza corsia dell\'Autostrada è stata vista sempre come una lontana ipotesi, figuriamoci la Complanare. E così via Cupetta, tranquilla strada di campagna, è stata trasformata in una arteria vitale della città, sia per l\'enorme espansione edilizia che ha subito negli ultimi dieci anni (oltre duecento nuovi appartamenti costruiti nell\'area) sia perchè rappresenta una stretta bretella alternativa per raggiungere l\'Ospedale e le scuole, materna elementare e media, quando via Po, altro budello su cui la città è cresciuta, risulta intasata.

La soluzione per l\'attraversamento con la Complanare dei due quartieri viene presto trovata nel calcestruzzo: semigalleria di trecento metri nel punto più stretto (dal cavalcavia di via Cupetta e il cavalcavia di via Po) e pannelli antirumore che raggiungeranno il primo piano degli edifici, una misura per ridurre il già consistente impatto ambientale dell\'Autostrada, che diventerà massiccio con l\'aggiunta della Complanare. In via XXV Aprile è prevista la demolizione di una casa bifamiliare per lasciare un accesso a quella strada e sopra la semigalleria verra ripristinata l\'area verde esistente, con tutta una serie di strutture (pista ciclabile, accesso per disabili, area cani) finalizzate a far dimenticare il fatto che sotto la tenera erbetta c\'è una fabbrica di piombo e polveri sottili. La stessa che c\'è oggi, con produzione raddoppiata.

Ma l\'impatto più subdolo sul quartiere l\'avranno le uscite della Complanare, ben due. Una presso il parcheggio dell\'Ospedale, con una gigantesca rotatoria che farà convergere il traffico verso il centro in via Camposanto Vecchio e in via Po, già congestionate per i fatti loro. L\'altra presso la zona artigianale di via Po, la più nascosta e minimalista della città, con l\'accesso attuale da un accesso sul cavalcavia che richiede doti di guida da rallysta per essere centrata. La realizzazione di questa seconda uscita è un gigantesco compromesso fra le necessità della Complanare e lo spazio disponibile: l\'intersezione (l\'ennesima) su via Po sarà a raso all\'inizio del cavalcavia autostradale, con i conseguenti problemi di sicurezza di una strada che presenta già ben dodici intersezioni in neanche un chilometro. Per raggiungere la zona artigianale (che sarà tagliata fuori dalla Complanare) senza usare l\'elicottero è stata escogitata (non mi viene un termine più adatto) una incredibile strada in aperta campagna, con una ripida rampa di accesso su via Po ottenuta sfruttando l\'ingresso ai garage di due condomini. I camionisti sono avvisati: da lì se ne esce solo scarichi, se vi rifiutano la merce siete rovinati.

Il compromesso sembra essere il tratto caratteristico della Complanare: ottenere una diminuizione del traffico per gli esasperati residenti della Statale Adriatica costerà un notevole aggravio di inquinamento e rumore su un altro popoloso quartiere della città, che già subisce Autostrada e traffico urbano. Sullo sfondo c\'è la solita guerra fra poveri dei cittadini, che pagano le conseguenze di decenni di scelte sbagliate fatte in nome della speculazione edilizia, che ha costruito le case dove ci volevano le strade. Già, le strade. Non si possono vendere al metro quadro, altrimenti ne avremmo in abbondanza.

L\'ultimo compromesso potrebbe essere anche la soluzione per spalmare benefici e disagi. La Complanare potrebbe essere aperta al solo traffico pesante (sopra le 2,5 tonnellate) e di attraversamento. In questo modo si otterrebbero due risultati: una riduzione drastica del traffico pesante sulla Statale e sulle vie del Centro (viale Leopardi e viale IV Novembre) e un minore incremento di inquinamento e rumore nei quartieri di Borgo Ribeca e Cortellone. Mal comune mezzo gaudio. Inoltre con questa soluzione diverrebbe inutile l\'uscita della Complanare in Via Camposanto Vecchio, un\'autentica forzatura in un\'area della città che non può più sopportare altro traffico.

Per la stesura dell\'articolo ringrazio Stefano Bernardini, Anna Manoni e Francesca Angeletti, che mi hanno accompagnato nel tour della Complanare. Le foto sono di Simone Tranquilli (Quilly).


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Questa è un'inchiesta pubblicata il 19-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 19 aprile 2008 - 17364 letture

In questo articolo si parla di cronaca, complanare, la piaga di velluto, satira

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