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Senigallia: ultima serata d’incontri alla Scuola di Pace

scuola di pace 3' di lettura Senigallia 13/04/2008 -

Il ciclo d\'incontri alla Scuola di Pace si è concluso venerdi scorso con Rosangela Pesenti, docente di storia e letteratura.

L\'argomento trattato dall\'ospite, dal titolo \"Pensare in piccolo, agire in tempo: tra miseria e opulenza, emergenza e insipienza, le risorse delle donne nel qui ed ora\",  era incentrato sul ruolo della donna oggi all\'interno dei meccanismi economici.

 



Si può dire che la donna inizia a vedere riconosciuti i propri diritti civili solo a partire dagli anni \'80, anche grazie all\'emanazione della legge contro la violenza sessuale, mentre gli uomini li avevano conquistati già nel 1600. Le donne fanno da sempre fronte alle piccole e grandi emergenze di tutti i giorni, sono sempre presenti nella \"politica quotidiana\", cosa che le ha portate ad avere un grande spirito di adattamento e ad essere molto presenti oggi nei movimenti e nelle iniziative come ad esempio di microcredito.

La Dott.ssa Pesenti, che tra le altre cose è anche scrittrice, afferma che in nessuna biografia la donna si identifica totalmente col lavoro, ma anche con gli affetti; fa quindi una riflessione su come le donne stesse possono creare qualcosa di alternativo al sistema attuale e alla relazione \"specie umana-pianeta\" che si è andata degradando. L\'elenco quotidiano degli indici economici da parte dei telegiornali non è di utilità a nessuno, ma ha la triste funzione di farci capire che è l\'economia che ci regola, secondo leggi che sfuggono agli stessi governi.

In generale, dall\'economia, le donne scompaiono, a causa di un mondo del lavoro fatto a fisarmonica, che un momento si restringe e un momento si allarga. Da quando hanno potuto controllare meglio le proprie gravidanze qualcosa è cambiato, ma le donne, così come gli uomini, hanno sempre meno tempo libero.

Si è avuta una grande accelerazione dei tempi di vita, dovuta all\'alienazione del lavoro anche nelle attività sociali; alienazione, si ricorda, teorizzata da Marx e dovuta alla suddivisione dei processi produttivi. La definizione di lavoro, quindi, nasce prendendo come punto di vista solo la produzione di beni materiali; rileggere il mondo del lavoro prendendo altri modelli di riferimento potrebbe cambiare quella situazione di rassegnazione che ci fa dire \"tanto è tutto deciso dalle multinazionali\".

È qui che la Dott.ssa fa una distinzione tra lavori di \"riproduzione\" dell\'essere umano stesso e lavori di \"produzione\". Quelli di riproduzione, che si dividono in biologici (far nascere e crescere un bambino), domestici (pulire, cucinare…) e sociali (scuola, sanità, servizi), sono indispensabili per mantenere sana una popolazione e farla crescere culturalmente, e la loro finalità è trasmettere esperienze. Riconoscere il loro valore ci permette di cambiare il concetto di ricchezza di una nazione, di sfuggire all\'alienazione. È necessario ripartire da micro-azioni per ribaltare alcune situazioni e per pensare ad un valore dell\'esistenza diverso da quello di merce; occorre parlarsi e far ripartire le basi democratiche, ed arrivare ad una consapevolezza di sé stessi che possa permetterci di trasmettere qualcosa agli altri.






Questo è un articolo pubblicato il 13-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 14 aprile 2008 - 3238 letture

In questo articolo si parla di attualità, scuola di pace, donne, laura biagetti





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