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Ancora in rianimazione il piccolo scampato al suicidio della madre

stazione 2' di lettura Senigallia 12/04/2008 - Il piccolo di 13 mesi scampato miracolosamente al suicidio della madre, che giovedì mattina si è gettata sotto al treno alla stazione di Senigallia, stringendo il figlio tra le braccia, si trova ricoverato nel reparto di rianimazione dell\'ospedale pediatrico Salesi di Ancona.

Il bambino, scampato miracolosamente al suicidio della giovane madre, è stato subito trasferito in eliambulanza all\'ospedale di Torrette con un grave trauma all\'arto superiore destro. Nella serata di giovedì il piccolo è stato sottoposto ad un intervento chirurgico di ricostruzione della mano e dell\'avambraccio. Dopo la delicata operazione il bambino è stato trasferito all\'ospedale pediatrico Salesi con una prognosi di 90 giorni.


A salvare la vita al piccolo paradossalmente è stata proprio la madre, Lilya Mosammat Akter, 23 anni, originaria del Bangladesh ma residente a Ripe dal 2006 insieme al marito Ilyas di 33 anni. La giovane, dopo essere entrata alla stazione con il passeggino, alle 12,30 di giovedì, mentre stava sopraggiungendo l\'Intercity Bari-Bologna, ha afferrato il figlioletto e si è gettata sotto al treno. La donna ha aspettato l\'impatto con il convoglio girandosi di schiena e facendo scudo con il proprio corpo al figlio. Mentre la giovane però è morta schiacciata tra le rotaie e il treno, il bambino è stato colpito solo di striscio. Per identificare il corpo e dare quindi un nome alla vittima alla Polfer sono occorse diverse ore risalendo infine alla giovane Lilya dalle impronte digitali. Solo quindi nella tarda serata di giovedì il marito è stato informato della disgrazia.



Da Senigallia è partito anche il consigliere straniero aggiunto Abdur Kaium che insieme ad altri connazionali ha avuto il difficile compito di informare Ilyas, operaio presso una ditta che lavora la plastica a Corinaldo. L\'uomo, sconvolto e che non si da pace per il gesto estremo compiuto dalla moglie, ha effettuato anche il riconoscimento del cadavere trasferito all\'obitorio dell\'ospedale di Senigallia. Nei prossimi giorni Ilyas, insieme alla comunità bengalese, decideranno anche sulle modalità per il rito funebre.



Ancora non ci siamo fatti una ragione dell\'accaduto e non riusciamo a darci una spiegazione”- racconta il consigliere straniero aggiunto Abdur Kaium, portavoce della comunità del Bangladesh, che ricorda la coppia come tranquilla, integrata con la comunità locale e senza problemi economici. Nonostante tutto, tra le possibili spiegazioni che possano aver spinto la donna al suicidio pare ci sia una forma di depressione di cui soffriva da dopo il parto.






Questo è un articolo pubblicato il 12-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 12 aprile 2008 - 2064 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, stazione





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