Tibet: due pesi e due misure

tibet 2' di lettura Senigallia 30/03/2008 - Prosegue la serie di incontri presso la sede di via Fagnani; principale tema di discussione è stato l\'atroce repressione dell\'istanza di Libertà che forte sta scuotendo il territorio del Tibet.

Viene in mente lo striscione nero trasportato da un gruppo di donne durante la protesta contro la guerra in Iraq, sul quale compare la scritta \"NO WAR\"- poniamo fine alla strage di innocenti in Iraq­. Quello striscione fa seguito ai tanti dello stesso tipo propagandati dal famoso gruppo delle \"Donne in Nero\", eterogenea formazione di quelli che amano farsi definire \"Girotondini\",\"no global\" e Pacifisti della prima ora. Gli attivisti e le attiviste con piglio deciso ,manifestavano il loro sdegno per la politica invasiva dell\'America, proponendo una serie infinita di volantinaggi, convegni con inviati di guerra ed esperti della Pace. Si mobilitarono nella nostra Città, i massimi rappresentanti Istituzionali e la Scuola di Pace per chiedere, come ovvio, Pace e Benessere in contrapposizione, altrettanto ovvia, ideologica con un Paese, gli Stati Uniti, da sempre dipinto come \"Guerrafondaio, Imperialista e Repressivo\".


Passano le stagioni e d\'improvviso all\'alba della nuova Olimpiade, un Popolo si ribella all\'oppressione politica e militare del gigante Cinese; sembra ne muoiano un centinaio,c on soprusi e violenze, bagaglio di un Regime antidemocratico in via di stabilizzazione. Silenzio totale, non c\'è una voce né uno striscione che esprima lo sdegno e la solidarietà nei confronti di un Popolo che ha effettivamente insegnato cosa sia la Pace ed il rispetto degli altri al di là di strumentalizzazioni di sorta. Noi che nella Pace crediamo, e cerchiamo di fame un pilastro della nostra strategia politica, in ragione di un contesto ove si realizzino non solo a parole Dialogo e Giustizia sociale aspettiamo con ansia di vedere le strade percorse da quello stesso fremito di riflessione su una repressione in atto. Siamo certi che i nostri rappresentanti nel civico consesso, colgano l\'occasione per richiedere un voto unanime, bi-partisan, per la soluzione Pacifica della Vicenda Tibetana.







da Comitato Elettorale Francesco Casoli




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 31 marzo 2008 - 3319 letture

In questo articolo si parla di politica, Popolo delle Libertà, tibet, Comitato Elettorale Francesco Casoli


No global war

Informatevi meglio di scrvere che i \"no global\" non sono accanto ai tibetani, invece di fare solo campagna elettorale sui dolori altrui.<br />
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la cina è un paese capitalista per cui è vostra amica e degli americani non nostra!<br />
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http://www.globalproject.info/art-15430.html<br />

Fermo restando che Casoli non avrà il mio voto (perchè sto seriamente valutando se rifiutare la scheda a queste elezioni), mi stavo appunto chiedendo chi avrebbe tirato in ballo il dramma del Tibet per la campagna elettorale, materia questa che non centra nulla con le nostre elezioni e che non fa girare alcun voto serio.<br />
E\' vero, chiunque professi il pacifismo lo dovrebbe fare sempre e comunque, ma anzichè con sfilate si potrebbe farlo ogni giorno con atteggiamenti concilianti con la gente che ci è vicina, chiunque sia e di qualunque provenienza, ceto e religione.<br />
Concilianti non vuol dire sudditanza, ma mutuo rispetto.<br />
Non pensate che sia altrettanto giusto così, voi dei comitati elettorali?

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Una sola domanda. Questa. <br />
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Come mai Casoli ha deciso di sostituire il 30% (diconsi, 30%) delle sue forniture marchigiane di componenti (leggasi: lavoro per l\'indotto locale che sta andando a picco) con importazioni di analoghi prodotti cinesi?<br />
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Cos\'è? Ha problemi di sdoppiamento di personalità?<br />
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Errata corrige: \"dicesi\" 30%, non \"diconsi\". Quando si dice che l\'indignazione ottenebra...

Off-topic

Devi motivare le tue critiche.




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