La piaga di Velluto: La \'passione\' della Giunta Angeloni

4' di lettura Senigallia 25/03/2008 - Una settimana di passione per la Giunta Angeloni e la Maggioranza. L\'approvazione della Variante Arceviese si rivela un ostacolo più arduo del previsto, complici disimpegno e superficialità. Gli stessi difetti che caratterizzano l\'Opposizione, che almeno non ha l\'onere di amministrare la città. In due puntate la storia del \"caso\" che sta facendo vacillare la Giunta.


Prima parte: la Variante viene approvata. Due emendamenti dell\'ultimo minuto. Le reazioni dell\'Opposizione. Il conflitto d\'interessi. L\'azione legale dei costruttori.

Sulla Variante Arceviese occorre una premessa: non si tratta, come molti credono, di una nuova strada che prenderà il posto dell\'attuale Provinciale Arceviese, ma bensì di una variante urbanistica che regolerà l\'edificazione di una consistente parte della città, le frazioni di Borgo Bicchia, Borgo Passera, Vallone, Bettolelle e Casine, con una popolazione complessiva di circa 4000 abitanti. Qualcuno riderà di questa puntualizzazione, ma moltissima gente è convinta che la Giunta Angeloni stia rischiando grosso per colpa di una strada e dei suoi marciapiedi.

L\'approvazione della Variante in Consiglio Comunale risale al 23 aprile 2007, al termine di una drammatica seduta finita alle sette di mattina, per via di due contestatissimi emendamenti introdotti all\'ultimo minuto dalla Giunta: il primo prevedeva un abbassamento generalizzato dell\'indice di edificabilità in tutte le aree di completamento della città, sceso dall\'86% al 50% della Superficie utile lorda (da 0,86 mq/mq a 0,50 mq/mq) con la dimensione minima degli alloggi stabilita in 52 mq. Il secondo prevedeva l\'introduzione di un aumento di superficie edificabile per alcune aree della città, le BR4V, undici aree nel territorio comunale a consistente verde privato, ville e villette con parco, aree per cui il Piano Regolatore non prevedeva la possibilità di ampliamenti edilizi.

Le aree di completamento sono le superfici catalogate dal Piano Regolatore della città come edificabili. Area di completamento può essere considerato un orto di discrete dimensioni, un piccolo appezzamento di terra, la corte di un condominio esistente ecc. Anche radere al suolo una villetta bifamiliare per costruire un condominio di sei appartamenti rientra nell\'indice 0,86.

Questa misura di 0,86 mq/mq, un retaggio della prima espansione edilizia degli anni \'70, ha portato ad una edificazione massiccia in città, a livelli insostenibili sia per la qualità della vita (spazio disponibile, verde, servizi) che per la viabilità (traffico, parcheggi, sicurezza) in una città con la popolazione sostanzialmente stabile, dove vi sono circa ottomila appartamenti vuoti destinati agli affitti estivi e dove anche gran parte delle nuove edificazioni sono destinate alla residenza turistica. In sintesi, Senigallia è una città dove c\'è una gran disponibilità di case, ma dove si costruisce ovunque con accanimento, perchè c\'è un lucroso mercato immobiliare. I prezzi delle case sono elevatissimi, e questo porta ad avere un\'edilizia di investimento o di seconde case, irraggiungibile dai residenti, che spesso sono costretti a trasferirsi nei comuni vicini.
Uscendo dalla mera esposizione dei fatti, posso affermare che l\'abbassamento dell\'indice di edificabilità a 0,50 è una misura sacrosanta, giunta troppo tardi.

L\'emendamento 0,50, tenuto segretissimo dalla Giunta (forse dieci persone ne conoscevano l\'esistenza) venne approvato con la durissima contestazione dell\'Opposizione (compreso il dissenso del Consigliere Bacchiocchi, Margherita) assieme a tutta la Variante, con l\'astensione dal voto di Rifondazione, che contestava l\'eccessiva cementificazione della Variante Arceviese sulle frazioni, la scarsa tutela dell\'area naturalistica di San Gaudenzio e l\'area direzionale prevista accanto alla caserma dei Vigili del Fuoco, nei pressi del nuovo casello dell\'A14.
Il secondo emendamento presentato, quello delle ville con parco, non scatenò particolari reazioni, al momento parve l\'accoglimento delle istanze di alcuni proprietari che da anni reclamavano la possibilità di ampliare gli edifici. L\'emendamento introduceva un aumento della superficie edificabile per tali proprietà del 10%, con un minimo di 100 mq. In pochi mesi questo emendamento sarebbe diventato un\'autentica grana per il Sindaco, dato che era stato votato (nel voto complessivo della Variante) anche dal Consigliere Belardinelli (Margherita, ora PD) proprietario di una delle aeree a verde privato e in presunto conflitto d\'interessi, dato che stava votando una norma riguardante una sua proprietà (per chi volesse approfondire art. 58 del Regolamento Comunale).

Durante l\'estate il conflitto d\'interesse venne a galla, assieme alle azioni legali di alcuni costruttori e del Collegio dei Costruttori, che portarono l\'emendamento al TAR, chiedendone la sospensione. Un\'azione legale dovuta ad evidenti motivi economici. Dopo aver acquisito il terreno e progettato una valanga di microappartamenti, improvvisamente si trovavano con una potenzialità edificatoria quasi dimezzata. Un duro colpo per l\'industria edilizia della città, ma un colpo relativo per l\'economia cittadina: occorre sottolineare che gran parte della manodopera dell\'edilizia è composta da terzisti provenienti da altre regioni che certo non lasciano i loro guadagni a Senigallia. La manodopera senigalliese, di grande tradizione, viene impiegata prevalentemente da microimprese che si occupano di ristrutturazioni, attività che richiede grande professionalità e costi più elevati.
L\'azione legale dei costruttori, che tendeva alla sospensione del provvedimento 0,50, venne respinta dal TAR in prima istanza il 9 novembre 2007, mentre per il conflitto d\'interessi del Consigliere Belardinelli l\'Opposizione decise di fare le cose in grande, chiedendo le dimissioni di Belardinelli, del Sindaco e dell\'Assessore all\'Urbanistica, Campanile. La mozione, inizialmente prevista per il 14 novembre, venne rinviata su richiesta dei proponenti al 29 novembre.
La seduta del 29 andò deserta, dato che si presentarono solo i Consiglieri d\'Opposizione. Alla Maggioranza sembrò eccessiva una così massiccia richiesta di dimissioni e, dato che non c\'era la sicurezza di avere una maggioranza di Consiglieri, si preferì glissare ed evitare il confronto all\'ultimo voto.

Fine prima parte. La seconda parte andrà in onda domani.





Questo è un articolo pubblicato il 25-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 25 marzo 2008 - 12230 letture

In questo articolo si parla di politica, la piaga di velluto, satira, variante arceviese

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