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La Piaga di Velluto: la città cablata costa meno

5' di lettura
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di La Piaga di Velluto
lapiagadivelluto.splinder.com


Una telecamera costa meno di un marciapiede o di una pista ciclabile. E la città si trasforma in uno studio televisivo, così quando finirete sotto un TIR avrete una copertura mediatica di tutto rispetto.
In questi giorni sono state installate alcune telecamere per il controllo del traffico nei punti caldi della città. Incrocio della Penna, stazione ferroviaria, ponte Zavatti e maxi rotatoria di via Giordano Bruno non avranno più segreti per l\'omino preposto al controllo, che saprà in tempo reale quali sono le situazioni critiche a cui non può porre rimedio. Come domenica 9 marzo, con una città dal traffico impazzito e tappezzata di vigili urbani, costretti a fermare i pedoni sulle zebre per far defluire il traffico.
L\'installazione delle telecamere fa fino e non impegna: basta un palo della luce e una telecamera a 360°, che costa sui 300 Euro, non ha pretese sindacali e consuma poca corrente.
Di tutt\'altro impegno la costruzione di marciapiedi e piste ciclabili: un marciapiede in mattoni, largo due metri e con tutte le sue infrastrutture per il deflusso delle acque, può costare sui 300 Euro al metro. Costruito in materiale povero (asfalto o cemento) può costare meno, diventando perfino concorrenziale con i marciapiedi verniciati, di cui la città è piena, e che ogni tanto hanno bisogno della seconda mano. La scelta fra mattoncino e asfalto ha motivi estetici: l\'asfalto è resistente e duraturo, ma banale e cupo, roba da dopoguerra industriale, evoca ciminiere e contrasti sociali, il mattoncino è post industriale, fa molto terziario avanzato, ma è più delicato, si frantuma, però si può scegliere in varie sfumature di colore e contribuisce a far bella la città. L\'esempio che segue è emblematico di come una città possa diventare povera di marciapiedi e ricca di telecamere.
Per costruire il marciapiede sulla Statale al Cesano è stata privilegiata la scelta estetica: mattoncini come se piovesse. Il marciapiede è stato realizzato in due fasi: nella prima fase sono stati posati i mattoncini su uno strato ben pressato di stabilizzato calcareo, il materiale che compone le strade di campagna non asfaltate. Completato tutto il lavoro, circa 1200 metri di marciapiede con un costo di circa 450.000 Euro, è iniziata la seconda fase, dato che i mattoncini schizzavano da tutte le parti per effetto delle ruote dei camion che all\'occorrenza percorrevano il marciapiede. I mattoncini sono stati rimossi e posati su uno strato di misto cementato che dovrebbe tenerli ancorati al suolo. Un lavoro fatto due volte ha un senso solo se siamo a letto e con la persona giusta.
La costruzione del marciapiede al Cesano è stata interrotta per circa 100 metri a sud della nuova rotatoria per la Striscia di Gaza della Edra insediamenti. Una recente delibera della Giunta (la nr. 9 del 25/01/2008) ha destinato 140.000 Euro per la costruzione di questi 100 metri di marciapiede mancante. Ne viene fuori un costo di 1400 Euro al metro lineare, il triplo del prezzo di mercato e si può fare qualche ipotesi su questa impennata dei prezzi. Dando per scontato che il lavoro verrà fatto due volte, probabilmente la crisi dei mutui subprime americani sta facendo sentire i suoi primi effetti al Cesano. Il prezzo del mattone crolla, lo dicono anche i giornali, ma non certo quello da marciapiede.
Dall\'analisi di questo fatto si comprende la pigrizia con cui a Senigallia si costruiscono i marciapiedi e la rapidità con cui si sviluppa il cablaggio della città. Altri due esempi: la settimana scorsa si è svolto il primo Critical Mass di Senigallia, un\'iniziativa meritevole e di buon successo. Abbiamo percorso in bicicletta le vie principali della città e nel 90% del percorso non c\'era alternativa ciclabile al transito assieme agli automezzi. Ho creato una mappa del percorso e, visto che buona parte della classe dirigente di Senigallia è composta da insegnanti, ho dato anche i voti alle strade. Una strage, parecchi impreparati.
L\'altro esempio è il supermercato Eurospin costruito all\'incrocio con un pericoloso tratto di via Cellini. Ne ho già parlato tempo fa, a dimostrazione di come le scelte urbanistiche influiscano sulla mobilità: è inutile fare le strade a otto corsie e parcheggi a sei piani quando si costruiscono cose giuste nel posto sbagliato.
In via Cellini il cablaggio della città è arrivato al top: dopo un paio di incidenti ed accertata la pericolosità dell\'incrocio, è stato installato un semaforo pedonale (che nessuno usa) che inizialmente voleva essere intelligente e, in questi giorni, sono stati installati due dissuasori di velocità, quei display che ti comunicano la velocità che stai tenendo in tempo reale, ti distraggono dalla guida e ti consentono di finire su Youtube con il video del display mentre vai a duecento. Ovviamente, di marciapiede in via Cellini neanche a parlarne.
Prossimo passo sarà l\'installazione di una garitta con vigile urbano in plastica, telecamera vera e pubblicazione su Youtube della faccia del trasgressore. \"Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti\" lo diceva Andy Warhol ma senza averci detto come.
Percorso Critical Mass:
Telecamere in città:




Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 17 marzo 2008 - 9414 letture