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La Angeloni su palazzo Gherardi: abbassiamo i toni della polemica

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Intervengo nel dibattito che si è aperto sulla destinazione urbanistica di Palazzo Gherardi, cercando di inquadrare correttamente una questione che, sia per le strumentalizzazioni della minoranza che per le sommarie ricostruzioni di parte della stampa, rischia di essere alterata e falsata.

da Luana Angeloni
sindaco di Senigallia


Una premessa è fondamentale. Qui non siamo in presenza di un colpo di scena a sorpresa, né di un repentino cambio di rotta amministrativa scoperti da solerti consiglieri o da coraggiosi cronisti a caccia di scoop. Infatti tutte le versioni del Piano Urbanistico Cervellati per il Centro Storico (da quella del 2002 a quella del 2004, oggetto di partecipazione pubblica) hanno mantenuto rispetto a Palazzo Gherardi gli stessi contenuti e la medesima coerenza.

Il criterio al quale l’architetto Cervellati si uniforma per classificare Palazzo Gherardi è lo stesso da lui seguito per gli altri edifici: partire cioè dalla loro originaria funzione storica. Così Palazzo Gherardi viene classificato come palazzo con una destinazione d’uso ottimale individuata nella funzione residenziale, proprio perché quella è stata la sua tipologia storica originaria. La stessa classificazione Cervellati l’ha riservata a Palazzo del Duca, ma in questo caso nessuno si è scandalizzato interpretandola come il primo passo verso la realizzazione di appartamenti all’interno dello storico edificio.

Analogamente, all’Auditorium San Rocco, in virtù della sua originaria funzione, Cervellati assegna la destinazione specialistico-religiosa, nonostante oggi sia adibito a ospitare altro genere di attività. Questo tuttavia non significa che nell’edificio verrà ricostruita una chiesa.

Del resto, quello di incrementare gli spazi da destinare a residenza nel nostro Centro Storico è senz’altro il criterio generale che ha guidato l’intera impostazione del piano. Il fatto che l’architetto Cervellati abbia individuato Palazzo Gherardi come edificio a destinazione ottimale di tipo residenziale non impedisce in alcun modo che l’Amministrazione Comunale, attraverso l’approvazione di uno specifico progetto di opera pubblica, lo caratterizzi come luogo sede di attività culturali. Stiamo parlando infatti di destinazione urbanistica e non di cessione di proprietà, questione che non è minimamente all’ordine del giorno.

E allora l’invito che rivolgo a tutti è quello di abbassare i toni e favorire un reale approfondimento di una materia così cruciale e importante da parte del Consiglio Comunale e dell’intera città. Solo così potremo dar vita a un serio e costruttivo confronto politico nell’interesse dei cittadini di Senigallia, fondato sul civile confronto delle idee e dei programmi.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 febbraio 2008 - 1931 letture

In questo articolo si parla di luana angeloni, palazzo gherardi





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