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Il Piano Cervellati passa l'esame geomorfologico

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"Il piano Cervellati è conforme allo studio geomorfologico del centro storico". Il verdetto, che promuove il piano di riqualificazione redatto dall'architetto bolognese, è arrivato ieri pomeriggio in commissione urbanistica.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it

Ieri infatti è stata la volta della relazione del geologo Marcello Principi, incaricato dal Comune di redigere uno studio di fattibilità delle previsioni contenute nel piano Cervellati, alla luce della peculiare conformazione del sottosuolo del centro storico. A caratterizzare il terreno, che dovrà “sopportare” interventi come l'elevazioni degli ultimi piani degli edifici, il rifacimento del lungofiume e la creazione di parcheggi sotterranei, è un sottosuolo composto dalle successive stratificazion di depositi alluvionati e costieri.

Variante fondamentale da tenere in considerazione, poi, sono anche il rischio sismico di base (tipico della fascia costiera marchigiana) e il carattere torrentizio del fiume Misa che, nei decenni ha abituato anche ad esondazioni.

“Nel caso specifico di Senigallia, la previsioni della sopraelevazione degli ultimi piani degli edifici rappresenta anche l'occasione per un opportuno adeguamento delle strutture edilizie esistenti, che costituiscono una parte consistente degli edifici del centro storico -ha spiegato Marcello Principi- altra variante da considerare, analizzando le previsioni del piano Cervellati è il carattere torrentizio del Misa (Cervellati prevede la realizzazioni di una passeggiata in legno sul lungofiume con un abbassamento degli argini ndr) che, alternando fasi di secche a fasi di piene, ha sempre costituito un rischio idraulico”.

Premesse che però non impediscono al piano Cervellati di superare la prova di conformità geomorfologica, seppure con degli ulteriori studi specifici. Soprattutto per ciò che riguarda la creazione di parcheggi sotterranei.

“Nel complesso il centro storico risulta idoneo alla realizzazione degli interventi di riqualificazione degli edifici e degli isolati che furono danneggiati dal terremoto del 1930 -ha concluso Principi- così come alla creazione di parcheggi sotterranei. Per ogni intervento però serviranno studi specifici per conoscere nel dettaglio lo stato delle fondazioni degli edifici esistenti così come è auspicabile un'analisi dello stato di conservazione dei materiali utilizzati nell'edilizia attuale”.



Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 febbraio 2008 - 1731 letture