Inquinanti sparsi lungo le strade provinciali

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Lettera aperta di David Fiacchini all'assessore all'ambiente della Provincia di Ancona Marcello Mariani.

da David Fiacchini
biologo


Gent.mo Assessore Mariani,
le è capitato in questi ultimi giorni di percorrere in auto una delle “nostre” strade provinciali? Per motivi di lavoro transito quasi quotidianamente lungo la S.P. n. 17 “Jesina”: se ha modo di verificare di persona, le consiglio il tratto che va dal ponte sul fiume Misa (loc. “Coppetto” di Ostra) alla prima rotatoria giunti all’altezza di Jesi: ci troviamo in ambiente tipicamente rurale, con agroecosistemi inseriti nella fascia basso-collinare dello spartiacque tra i bacini idrografici dell’Esino e del Misa.

Non le sfuggirà sicuramente, osservando ai lati della strada, lungo le banchine e le scarpate, la colorazione giallo-rossastra che va assumendo la sottile fascia di vegetazione erbacea situata ai margini della strada. Cos’è successo in questi giorni? Perché la vegetazione erbacea si sta improvvisamente seccando? Dovrebbe porre queste domande, credo, agli Uffici della Provincia che si occupano di manutenzione delle strade provinciali. Una possibile risposta potrebbe essere questa: per rallentare la crescita di specie erbacee ritenute infestanti, sono stati irrorati dei prodotti chimici (=pesticidi).

Quello che mi chiedo e che le chiedo, gent.mo Assessore, è:
- che tipo di sostanze chimiche sono state utilizzate per gestire l’esile fascia di vegetazione erbacea spontanea che cresce ai lati delle strade?
- visto che per l’irrorazione dei prodotti chimici è stato utilizzato un mezzo e del personale, con lo stesso personale e con gli stessi mezzi non si poteva ottenere lo stesso risultato provvedendo al consueto taglio a raso della vegetazione erbacea di bordo strada?
- quali sono i motivi che hanno spinto all’utilizzo di prodotti chimici mefitici, contribuendo così alla dispersone nell’ambiente e all’accumulo nelle matrici ambientali e nella catena alimentare?
- chi ha autorizzato questi interventi, lo sa che il ciclo fenologico delle specie erbacee spontanee è tale da dover richiedere numerosi trattamenti chimici nel corso dell’anno per mantenere tali “risultati”?

Credo, Assessore, che sia a conoscenza degli studi svolti da numerosi ricercatori (in Italia soprattutto dal CNR) su tossicità, persistenza nelle matrici ambientali, danni sulle specie autoctone, inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, che derivano dall’uso dei pesticidi. Una rapida ricerca sul web le fornirà tutte le informazioni al riguardo. Pensi che già nel 1997/98, quando ho svolto presso il Laboratorio di Analisi Ambientali del Dipartimento di Igiene e Prevenzione dell’AUSL di Senigallia il tirocinio pratico per l’abilitazione alla professione di biologo, è stata rilevata una massiccia presenza di residui di fitofarmaci e pesticidi nelle acque superficiali della valle del Misa (e in certi casi anche di sostanze il cui utilizzo era cessato anni prima!), sostanze che in diverse situazioni hanno reso inutilizzabili pozzi e falde.

E’ inammissibile e inaccettabile che nel 2008 sia un’Amministrazione Pubblica preposta alla tutela del territorio a spargere inquinanti nell’ambiente, senza considerare in modo compiuto i danni provocati e i costi ambientali derivanti dalla produzione e dall’uso di tali sostanze. Nel ringraziarla per l’attenzione e la disponibilità, certo della sua sensibilità in materia, resto in attesa di un suo gentile cenno di riscontro e colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 febbraio 2008 - 1757 letture

In questo articolo si parla di ambiente, david fiacchini


babel-zeta

07 febbraio, 09:33
bravo david, fatti sentire, fossero tutti come te!

Anonimo

07 febbraio, 15:32
Commento sconsigliato, leggilo comunque




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