Gsa: il recupero del centro storico non può prescindere dal resto della città

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
"Del progetto firmato dall’Architetto Pierluigi Cervellati per il Piano del Centro Storico di Senigallia non è difficile apprezzarne l’elevato valore culturale frutto di un approfondito lavoro di ricerca storica ed architettonica. Come non si può restare indifferenti alle suggestioni di un progetto che punta al totale recupero della monumentalità della città, alla esaltazione dei suoi caratteri architettonici, alla riqualificazione degli spazi pubblici, alla valorizzazione dei suoi monumenti".

dal Gruppo Società e Ambiente
www.gsa-senigallia.it


Siamo di fronte ad una serie di idee senza dubbio suggestive, di cui si condividono, in generale, lo spirito e la filosofia, anche se non mancano, nello specifico, dubbi e perplessità. In questo primo intervento ci limiteremo ad analizzare gli aspetti generali del piano, con l’intento di affrontare e discutere le singole tematiche dopo una analisi approfondita dello studio.

Tra le idee condivise intendiamo citare la possibile sopraelevazione dei palazzi “abbassati” dopo il terremoto del 1930, con il ripristino delle altezze di alcuni edifici del centro, anche se non bisogna nasconderne difficoltà tecniche ed economiche. Di rilievo anche il possibile recupero di importanti settori della città storica come l’edificio dell’ex Seminario e l’isolato dei vecchi “Orti del Vescovo”. Questi indirizzi renderebbero anche più facile e credibile il raggiungimento di un altro importante obiettivo che il piano si prefigge, quello di far ritornare la residenza nel Centro Storico. Residenza che però non può dipendere solo da politiche urbanistiche, essendo un fenomeno profondamente condizionato anche da problematiche di ordine economico e sociale. Altro obiettivo con cui si concorda pienamente è la volontà di raggiungere una completa pedonalizzazione del centro. Traguardo che va subordinato alla realizzazione di parcheggi al servizio del centro stesso. Va da se che questo obiettivo contrasta con le ricorrenti proposte di realizzare un parcheggio sotterraneo nell’area di Piazza Garibaldi, ipotesi che andrebbe definitivamente accantonata.

Si nutrono, invece, molte perplessità rispetto alla ipotesi di ricostruzione nell’area del vecchio ghetto ebraico nello spazio attualmente occupato da Piazza Simoncelli e al progetto di riappropriazione (poco più che abbozzato) del tratto urbano del Fiume Misa. Piazza Simoncelli rappresenta uno spazio aperto, in pieno centro, che negli anni ha acquisito una sua caratterizzazione e funzionalità della cui mancanza, crediamo, la città ne risentirebbe pesantemente. La piazza va senza dubbio riqualificata con un progetto adeguato che ne mantenga ed arricchisca le attuali funzionalità. Condividiamo l’idea di un miglior utilizzo del fiume nell’ambito urbano, di un recupero dei suoi spazi alla vita cittadina; ma ci sembra poco praticabile realizzare strutture che siano allo stesso tempo funzionali e non deturpanti della visuale dei Portici Ercolani. Il lungo Misa potrebbe essere utilizzato sia come pista ciclabile (come da noi già proposto in passato ed in parte realizzato), sia come camminamento pedonale. Per questi obiettivi non è detto che si debba ricorrere sempre, ed unicamente, a strutture in legno. Sarebbe invece molto importante prevedere a fianco dei due ponti delle passerelle, queste sicuramente in legno lamellare, per facilitare l’attraversamento del fiume in sicurezza a pedoni e ciclisti. Tecnicamente l’opera risulta del tutto fattibile.

Riteniamo che la progettazione del Centro Storico non possa prescindere dalle interrelazioni con il resto della città, soprattutto con i quartieri limitrofi. Da questo la necessità di agganciare lo studio ai rapporti con i quartieri adiacenti, in particolare quelli da considerarsi oramai “storici” come il resto del quartiere Porto, l’isolato della Penna ed il quartiere del “Vecchio Piano Regolatore”. Particolare attenzione andrebbe rivolta al recupero della antica cinta muraria. Cosa possibile solo attraverso uno strumento urbanistico specifico quale potrebbe essere un “Piano delle Mura” che si ponga come obiettivo quello di permetterne la più ampia visibilità possibile.

Il Piano Cervellati, dicevamo, rappresenta un’idea molto suggestiva, destinata a scontrarsi, temiamo, con tutta una serie di ostacoli e problemi, certamente non solo tecnici, Emergono, infatti, tutta una serie di questioni economiche e politiche che se non affrontate preventivamente, con decisione, rischiano di vanificare ogni buon proposito o bel progetto. I problemi sono quelli ben noti e riguardano un po’ tutta la città, ma assumono particolare rilevanza per il Centro Storico e riguardano, in primo luogo, la carenza cronica di parcheggi dovuta alla mancanza di una chiara e lungimirante politica della sosta in area urbana; ed i prezzi degli affitti e degli immobili elevatissimi ed in continua crescita, frutto di un mercato immobiliare “drogato” che trova le sue punte più alte proprio nel Centro Storico. Se non si risolvono da subito questi, ed altri problemi legati alla presenza delle famiglie, non solo si vanificherà ogni politica tendente a riportare la residenza in centro, ma si permetterà la continuazione del processo di espulsione dei residenti, soprattutto dei meno abbienti.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 febbraio 2008 - 2202 letture

In questo articolo si parla di gsa, piano cervellati


Anonimo

02 febbraio, 15:34
Mezza Canaja: priorità al diritto alla casa <br />
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"L’architetto, il politico e il mercato: sono queste le tre figure che si sono confrontate e scontrate durante la seduta della seconda commissione urbanistica. Il primo è stato egregiamente rappresentato – e lo diciamo senza ironia – da Cervellati, il secondo dal Sindaco Luana Angeloni… e il terzo?". <br />
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da CSOA Mezza Canaja<br />
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Il terzo non c’era, eppure, nonostante la sua assenza ha sfidato a “sigolar tenzone” i primi due, costringendoli ad ammettere la resa. Sia chiaro, il mercato non è rappresentato né dai commercianti né dai banchi del centrodestra, anzi, il capitale finanziario è stato proprio colui che incarnandosi nei centri commerciali che circondano la città storica, ha distrutto gli esercenti, obbligandoli alla fuga. Nello stesso modo in cui il mercato edilizio – la rendita immobiliare – ha “sfrattato” i ceti popolari dal centro storico, senza dargli neanche in cambio una casetta al mare – senza termosifone – perché quest’ultima è lasciata vuota nove mesi l’anno e poi affittata con prezzi delinquenziali ai turisti. <br />
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Durante la Plage Sauvage ’07 – al di la dei metodi – abbiamo cercato di delineare chi comanda in città; chi, oggi, detiene il potere sovrano. La risposta è il capitale finanziario: banche, grandi imprenditori, bande del mattone, agenzie immobiliari. Sono costoro ad avere in mano la città. Sono costoro a determinare i costi delle case, la nascita di centri commerciali e la conseguente mobilità urbana. <br />
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La presentazione del piano Cervellati ne è la conferma. Sia per l’architetto che per il nostro Sindaco – pur con intensità diverse – l’obiettivo primario del piano è il ripopolamento del centro storico. Eppure, è stato lo stesso Cervellati a dire che sarà già un miracolo se si riuscirà a mantenere i numeri attuali (circa duemila abitanti), perché ovunque - in tutta Italia - le persone sono in fuga dai centri storici, in quanto i costi per affittare o comprare una casa sono troppo alti, i prezzi delle merci nei supermercati sono invece più bassi e le strade sono sempre più congestionate dal traffico. E’ il mercato che lo vuole, e contro la sua volontà nulla possono gli architetti ed i politici. <br />
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Lo scopo – ammesso solo sotto voce – del piano Cervellati non è solo quello di ridare storia, memoria ed identità ad una città, ma è trasformare storia, memoria ed identità in merce, in un prodotto estetico, in un simulacro; in un falso storico capace d’evidenziare i lati monumentali della città in modo da ripopolare il centro tramite il turismo. Il centro storico – al di la della stessa volontà dell’architetto – diventerà un supermercato della memoria, un ammaliante scaffale della storia, un’esposizione del monumento/merce, con lo scopo d’estendere l’afflusso economico/turistico oltre i tre mesi estivi. Dentro questo nuovo spazio tutto artificiale, le botteghe destinate a sopravvivere saranno solo quelle che sapranno offrire oggetti o servizi “tipici” e/o “caratteristici”; in poche parole tutto ciò che non si trova in un qualsiasi centrocommerciale. <br />
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Sicuramente la nostra città sarà più bella, e la bellezza è sempre “cosa buona e giusta”, ma i problemi del centro storico resteranno tutti in piedi, finché non vi sarà un intervento politico radicale, capace di affermare: <br />
1)Il diritto alla casa, favorendo in maniera chiara l’edilizia concordata ed a canone sociale, soprattutto in centro storico.<br />
2)La restituzione alla cittadinanza per fini pubblici e sociali di strutture come il cinema Rossini, la caserma della Celere e le proprietà della Curia.<br />
3)Una mobilità urbana che tolga centralità all’automobile. In una città dove quasi venti persone sono morte per smog, pensare di costruire ovunque parcheggi e quindi incentivare l’uso di mezzi privati è semplicemente masochista.<br />
4)Connettere tra loro e se possibile aumentare, gli spazi di verde pubblico. <br />
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Infine, propedeutico a tutto ciò, sarebbe dare forme e strumenti ai cittadini per incidere sulle scelte politiche. Partecipare vuol dire capacità reale di trasformare le cose e non essere informati sulle decisioni prese, come invece continua ad accadere. <br />
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--Mezza Canaja