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Volley: l'US Pallavolo cede di schianto a Chiaravalle

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Brutta sconfitta per il Vicoletto Senigallia nel big match della tredicesima giornata della Prima Divisione di pallavolo.
Le nerazzurre non sono mai riuscite ad entrare in partita sul campo del Volley Due Chiaravalle che si è imposto per 3-0 ed ha raggiunto le senigalliesi in vetta alla classifica.

dall'U.S. Pallavolo Senigallia

La partita, già difficile alla vigilia, è diventata quasi proibitiva per l’assenza del capitano Laura Paternoster e per l’influenza che ha limitato l’impiego e le possibilità della palleggiatrice titolare Caterina Rinaldi. Tutto ciò non basta a giustificare la pessima prestazione delle nerazzurre che hanno perso con parziali netti (25-16; 25-17; 25-18) ed hanno sofferto in tutti i fondamentali di fronte ad una formazione, quella chiaravallese, che ha sbagliato poco o nulla ed ha meritato di incamerare i tre punti in palio. Da salvare soltanto la prova di Gloria Maroni, l’unica a strappare la sufficienza in pagella in casa senigalliese.

Il malumore per il Vicoletto non è causato solamente dalla sconfitta e dalla pessima prestazione delle ragazze. C’è grande amarezza soprattutto per un arbitraggio ai limiti della provocazione da parte di un nervosissimo ed incerto direttore di gara che ha sventolato due cartellini gialli a sanzionare i comportamenti a suo dire ingiuriosi dell’allenatore senigalliese Paradisi e della Maroni.

Eloquenti a questo proposito le parole di Simone Facchini, vicepresidente dell’Us Pallavolo Senigallia: “L’arbitro – sottolinea Facchini – ha deciso a senso unico tutte le situazioni dubbie ed ha dato una direzione ben precisa al match in particolare nel primo set quando con una fantasiosa decisione ha corretto persino se stesso ed ha invertito l’assegnazione di un punto importantissimo che in un primo momento aveva concesso alla nostra squadra. Pur sottolineando che le nostre ragazze hanno perso meritatamente e che l’arbitraggio forse non ha inciso sul risultato, non possiamo far finta di niente visto quello che le società pagano alla federazione per contribuire alle spese arbitrali. Nessuno pretende la perfezione – conclude Facchini – ma almeno la parità di trattamento ed un atteggiamento meno arrogante e più professionale da parte di chi dovrebbe impegnarsi per rendere il miglior servizio possibile ad entrambe, e sottolineo entrambe, le squadre in campo”.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 gennaio 2008 - 1666 letture