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Casa Protetta: luci ed ombre del 2007

7' di lettura
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Ad ogni fine anno, o ai primi del nuovo, si tirano bilanci, si plaude per gli obbiettivi raggiunti, ci si pente per quello in cui si è caduti in errore, o almeno così dovrebbe essere, ci si rammarica per quello che non si è riusciti a fare e ci si prefiggono i nuovi traguardi da raggiungere.

di Franco Giannini

Per avere un quadro di tutta la situazione di fine 2007 e nuova 2008, circa le problematiche della Casa Protetta, non potevo lasciarmi sfuggire l’ occasione di porre qualche domanda alla sua Presidente, Dott.ssa Francesca Paci, incontrata nell’ ultima riunione tenutasi giorni or sono, in occasione dell’ illustrazione dei programmi ludici-educativi-riabilitativi, previsti per il nuovo anno.

Domanda d’obbligo, quali sono state nel 2007 tutte le migliorie di cui si sente orgogliosamente felice per aver portato a temine?
Ritengo che il 2007 sia stato, per la nostra struttura, un anno particolarmente ricco di risultati. Ciò è stato possibile grazie al metodo di programmazione, assolutamente rigoroso, che abbiamo adottato. Per ragioni di brevità citerò soltanto quelli che mi sembrano più significativi. Sotto il profilo strutturale, il 2007 ha visto l’inaugurazione degli spazi esterni, completamente rinnovati. Dal punto di vista della qualità dell’assistenza sono stati potenziati i servizi di assistenza infermieristica, i servizi tutelari e i servizi di sorveglianza. Si tratta di un risultato importante anche se molto può ancora essere fatto. Un altro risultato che desidero citare è l’aver introdotto, ormai in forma stabile, una serie di attività intese a facilitare la socializzazione e il mantenimento/recupero delle abilità cognitive, relazionali e motorie degli anziani. Mi riferisco alle attività di animazione e alla Pet Therapy cui, nel 2008, andremo ad aggiungere dei laboratori musicali. Per tutto questo ringrazio sinceramente tutti coloro che hanno collaborato con entusiasmo e generosità.

Quali sono invece gli obbiettivi, perché sicuramente ce ne saranno, che si era ripromessa di raggiungere ed invece non ha raggiunto?
Premetto, innanzi tutto, che quando si tratta di assistenza alle persone non ci si può mai sentire perfettamente soddisfatti ed appagati per gli obiettivi raggiunti. Si può, e si deve, fare sempre meglio e sempre di più. La soddisfazione semmai riguarda il metodo con cui si è lavorato ed i risultati considerati non in senso assoluto ma in rapporto alle risorse di cui si poteva disporre. Detto ciò, un aspetto di cui certamente mi rammarico è non essere riuscita, se non in modo molto limitato, a coinvolgere un maggior numero di volontari nelle attività della nostra struttura. Ritengo infatti che la Casa Protetta debba essere quanto più possibile una struttura aperta e che gli anziani debbano essere aiutati a mantenere i propri legami con la città, con le persone che vi vivono e con gli eventi che vi si producono. Sotto questo profilo i volontari svolgono un ruolo fondamentale ed insostituibile: la loro presenza “calda” ed amorevole è anche una finestra aperta sull’esterno, sul fuori. Purtroppo, nonostante i molti contatti che ho ricercato in tal senso, non sono riuscita a coinvolgere associazioni nuove e nuove persone. Ma non ci ho rinunciato…

Quali sono ed anche, se lo può “confessare” i motivi che glielo hanno impedito?
Senigallia vanta un grande numero di associazioni di volontariato, tutte molto attive nei più svariati settori. Credo però che l’idea di accostarsi a persone che stanno vivendo la parte terminale della propria esistenza spaventi un po’, soprattutto i giovani. Si tratta invece di far comprendere che, in una struttura come la nostra, vi è una straordinaria ricchezza di esperienze, vissuti ed affettività che attende solo di potersi donare. Evidentemente non sono ancora riuscita a far passare questo messaggio...

Con tutte le ristrutturazioni fatte, non è che le sia rimasto qualche sassolino nelle scarpe e che vista l’ occasione pensa di potersi togliere….ad esempio quello del Parcheggio, che più che un sassolino per Lei, è un mattone per tutti noi familiari?
Effettivamente i familiari degli ospiti in ogni occasione utile non mancano di sollevare questo problema. La nostra residenza infatti manca di parcheggi e questo rappresenta un gravissimo disagio per i familiari, spesso anche essi anziani, che vengono in visita ai loro congiunti. Nel periodo medio lungo è ipotizzabile, sulla scorta delle previsioni del Piano Regolatore, che venga realizzato un parcheggio nell’area antistante la nostra struttura. Tuttavia, visto che il problema si presenta con caratteri di estrema urgenza, ritengo debba essere trovata una soluzione provvisoria che ci consenta di disporre di 20/30 posti auto.

Ci può svelare la lista di tutti i “Regali” che si augura di poter regalare ancora agli Ospiti ed ai loro famigliari nel 2008?
Qui, per brevità, dirò solo che nel 2008 verranno integralmente rinnovati arredi ed attrezzature dell’infermieria che acquisirà finalmente caratteristiche di livello ospedaliero che andranno a rendere più agevole, sicuro e produttivo il lavoro del personale infermieristico con evidenti ricadute positive sull’assistenza fornita alla generalità degli ospiti. Inoltre si inizierà a rinnovare gli arredi delle camere da letto con scelte che consentiranno di coniugare l’esigenza di disporre di funzionalità adeguate a persone in condizione di non autosufficienza con un’estetica calda ed accogliente che evochi, quanto più possibile, ambienti domestici piuttosto che sanitari.

Di questi quali può garantirne il raggiungimento e di quali invece c’ è solo la volontà e la speranza?
Come dicevo, il Consiglio di Amministrazione dell’Ente si è dotato di un metodo di lavoro assolutamente rigoroso per cui nel programmare l’attività dell’anno successivo si individuano obiettivi da raggiungere, risorse allo scopo necessarie, tempi di attuazione.. Pertanto sono più che fiduciosa che tutti gli obiettivi che ci siamo dati saranno raggiunti nel corso del prossimo anno.

Come sta andando lo studio progettuale della sistemazione del padiglione ospedaliero ex-oncologia di proprietà della Casa Protetta e che dovrebbe diventare corpo unico con l’attuale?
Tale opera riveste per noi un’importanza strategica fondamentale, infatti, per effetto dell’applicazione di normative regionali statuenti gli standard strutturali ed organizzativi delle diverse tipologie di strutture socio-assistenziali, la Casa Protetta vedrà, entro dicembre 2010, ridurre i propri posti letto dagli attuali 59 a 42. E’ evidente come sia necessario recuperare capacità ricettiva innanzi tutto perché il nostro territorio esprime un bisogno crescente di offerta residenziale per anziani e poi perché l’equilibrio tra entrate ed uscite può essere mantenuto solo con un numero di posti letto adeguato. La soluzione che abbiamo individuato prevede la ristrutturazione della palazzina cui lei fa riferimento, palazzina di nostra proprietà, ma attualmente locata all’Asur, e il suo collegamento funzionale alla struttura attuale.

Attraverso questa operazione potremo disporre di 80 posti letto, numero ritenuto ottimale sotto tutti i profili. Abbiamo pertanto bandito un concorso di idee cui hanno aderito numerosi studi di progettazione. I termini per la presentazione degli elaborati scadono il prossimo 20 di marzo. Direi pertanto che dal punto di vista della progettazione tutto sta andando per il meglio. Sarebbe però importante per noi poter rientrare nella disponibilità della palazzina ex oncologia già prima della scadenza del contratto d’affitto (settembre 2009), termine entro il quale dovrà necessariamente ed indifferibilmente esserci ritornata. A tal fine è da tempo in corso un’intensa interlocuzione con i vertici della locale Zona Territoriale n. 4 per individuare una soluzione che tuteli gli interessi dei due enti e, soprattutto, delle rispettive utenze.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 gennaio 2008 - 1891 letture