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Mondolfo: oggi le primarie per il Partito Democratico

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ll 26 gennaio si svolgeranno le primarie e anche nella nostra città nascerà il P Democratico.

da Enrico Vergoni
Consigliere comunale Mondolfo-Marotta
La comparsa di un nuovo partito esige una riflessione di livello superiore rispetto al tiramolla quotidiano che ormai ci ha abituato la politica locale,sterile di idee ma satura di dichiarazioni che si perdono nello spazio di una giornata. Alcuni cittadini in questi mesi mi hanno chiesto quali siano le sfide del nascente partito viste con gli occhi di un giovane e siccome essere giovani non consente di rinviare le sfide,proverò a tracciare quelle che secondo me sono alcune linee guida. In primis dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare partendo da una progettazione urbanistica differente che sappia valorizzare il nostro territorio; occorre impegnarsi per ricostruire una nuova immagine ed una vera identità per l’abitato che non deve essere più periferia di Fano e Senigallia.

Se a Mondolfo molto si è fatto,Marotta è ancora lì senz’anima,sfilacciata lungo la statale,percorsa dalla ferrovia che la trapassa come una ferita. Bene si è fatto con il Piano Particoleggiato di Viale Carducci,ma non basta ; è necessario un recupero intervenendo sul recupero delle attività commerciali ed abitative e per questo sono fermamente contrario alla trasformazione di ex strutture turistiche in piccoli appartamenti,infatti a mio avviso il viale ha bisogno di ripopolarsi,mi piacerebbe vedere giovani famiglie che scelgono di viverci tutto l’anno e non turisti che vengono per due settimane. Stesso discorso per Piano Marina che più che un quartiere sembra un labirinto e dove se entri in una via non sai dove esci; è necessario che sorgano anche degli spazi per le associazioni, un ufficio dei vigili per un maggior controllo del territorio e soprattutto credo che sia giunto il momento di portarci qualche attività ludico-turistica come concerti ,spettacoli teatrali e altro perchè non è ammissibile che tuttto si svolga in piazza Kennedy(che deve essere pronta per Pasqua!) trascurando le altre zone della città.

Non si può finanziare solo una grande quantità di alloggi vorrebbe dire fare un favore ai costruttori oggi in difficoltà per l’annunciata fine della bolla immobiliare e mangiare altri brandelli di territorio. Bisogna passare da un lato quantitativo ad un lato qualitativo, una città è fatta di articolazioni e non di lotti ,di luoghi che si aprono e si stringono,di aree verdi e spazi pubblici; ormai ha vinto quello che nel gergo tecnico si chiama zoning: il lavoro da una parte e il dormire dall’altra. Non mi interessa tanto la forma dei palazzi quanto le aggregazioni e i servizi sociali che vengono costruiti infatti nella nostra città non c’è un luogo di aggregazione per i giovani o per le associazioni e soprattutto si è persa l’occasione di utilizzare al meglio Villa Valentina che doveva essere l’incipit per un risveglio culturale della città , per una rivalutazione di Viale Carducci e la sede di una patnership tra tutti i comuni della Vallata del Cesano per lo sviluppo del territorio,speriamo almeno che la permanenza della guardia costiera sia temporanea e gli si possa trovare una diversa sistemazione in città perchè se proprio si ci deve portare un servizio pubblico allora sarebbe più consono e funzionale traslocarci l’anagrafe.

Sempre rimanendo in tema bisogna sviluppare una politica per la casa diversa,modificando i punteggi per le graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari perchè troppi giovani conviventi o sposati non riescono ad accedervi e sono costretti a contrarre mutui per i prossimi decenni,infatti non dobbiamo dimenticare che in Italia c’è una zona grigia fra povertà e benessere.Ci sono categorie che corrono rischi di scivolare indietro:negli anni ottanta erano gli anziani ora sono soprattutto le coppie con più figli e questo crea anche un notevole vulnus demografico.

Altro tema importante è quello della sicurezza: penso che,pur nella molteplicità di voci e opinioni, si debba tenere come metro l’obbiettività e avanzare proposte che possono essere attuate,infatti installare telecamere in ogni angolo della città e soprattutto puntate contro i bar per controllare i nostri giovani è solo l’ultima boutade di una destra che nei nostri territori passa dalle ronde notturne alle fiaccolate in difesa del povero anziano scippato,ovviamente tutto si dissolve in pochi giorni cioè quando i giornali se ne vanno e i cittadini,gli imprenditori e gli operatori turistici rimangono con i loro problemi.

Infine la cosa che mi sta più a cuore è il ritorno alla politica perchè se non riusciremo a comunicare alla città un ‘idea di cambiamento,di futuro avremo fallito la legislatura ; Marotta ha bisogno di ritrovare il senso di un cammino comune , di dare precedenza,rispetto alle dispute sul passato, alle scelte che riguardano la vita concreta delle persone,che riguardano l’avvenire. Lo ha detto nel migliore dei modi un grande architetto italiano: “Ho sempre più l’impressione” ha detto Renzo Piano “che siamo diventati un Paese prigioniero delle paure e la prima è quella del futuro. Si fa strada persino tra i giovani la nostalgia di un passato molto idealizzato.Si combina una memoria corta e una speranza breve e il risultato è l’immobilità. Il passato sarà anche un buon rifugio ma il futuro è l’unico posto dove possiamo andare”.

Per questo il partito deve tornare nei quartieri ,nelle case,ad ascoltare e anche a prendere fischi ma sopratutto si deve avviare un dibattito serio su che sviluppo vogliamo perchè sono convinto che il consenso si costruisca con la politica e non con l’amministrazione specie questa attuale troppo sbilanciata sul capoluogo.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 gennaio 2008 - 2149 letture