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Sul palco del Teatro La Fenice arriva Gomorra

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Il 26 gennaio 2008 alle 21 sul palco del Teatro La Fenice di Senigallia arriva “Gomorra”, progetto teatrale nato dall’omonimo caso letterario di Roberto Saviano, prodotto dallo Stabile di Napoli con la regia di Mario Gelardi. L’appuntamento rientra nel cartellone della Stagione unica di prosa, danza e musica 2007-08 di Senigallia.

dal Comune di Senigallia
www.comune.senigallia.an.it

Il caso letterario del 2006 scritto da Roberto Saviano che ha sollevato pubblicamente il velo sulla Napoli dei clan e dei traffici conniventi con il “sistema” camorristico, è diventato progetto teatrale. “Gomorra” arriva sul palco del Teatro la Fenice di Senigallia il 26 gennaio 2008 alle 21, grazie alla Stagione unica di prosa, danza e musica 2007-08 di Senigallia. Prodotto dal Mercadante Teatro Stabile di Napoli, “Gomorra” è tratto dall’omonimo romanzo di Saviano vincitore del Premio Viareggio Opera Prima 2006 e nasce da un’idea di Mario Gelardi e Ivan Castiglione, rispettivamente anche regista e attore. In scena anche Francesco Di Leva, Antonio Ianniello, Giuseppe Miale di Mauro, Adriano Pantaleo e con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux.

"Quando io ed Ivan Castiglione conoscemmo Roberto Saviano – racconta il regista Mario Gelardi – e avemmo l’occasione di leggere alcuni suoi scritti, capimmo subito che ci trovavamo davanti ad un autore dallo stile assolutamente inedito per il panorama letterario italiano. Dopo un primo periodo in cui uno scrittore si raffrontava con un autore teatrale, l’amicizia tra me e Roberto si è trasformata in uno dei motori di quello che sarebbe diventato il progetto Gomorra".

Un lavoro definito “eccellente” dalla critica che lo ha visto nei giorni del debutto al Mercadante lo scorso ottobre, che arricchisce e approfondisce l’affresco sociale partenopeo fornito nel libro dal giovane autore reporter costretto, in seguito alla dirompente pubblicazione, a vivere in anonimato e sotto scorta.

"Lavorando sulle bozze di Gomorra, quindi sull’edizione iniziale, quella non andata in stampa – racconta ancora Gelardi - ho avuto occasione di approfondire ancor di più le storie, di poter raccontare quei personaggi al di là del “fatto” che gli accadeva".

In scena, vengono rappresentate solo alcune delle storie e dei personaggi del libro: Pasquale, Mariano, Pikachu, Kit Kat e lo Stakeholder. Durante la riscrittura teatrale però, la cronaca, le reazioni all’uscita del libro, la necessità della scorta e dell’anonimato a Saviano, hanno costretto Gelardi e Saviano a cambiare il modo di lavorare.

"Ricordo i giorni seguenti, quelli davvero duri e difficili. I giorni della lontananza, dei telefoni muti, delle notizie lanciate dai giornali. I giorni del silenzio che dopo un rincorrersi continuo venne, finalmente, interrotto. La nostra amicizia, ma anche il nostro rapporto di lavoro, è dovuto necessariamente cambiare. Vederlo accompagnato sempre da tre carabinieri, incontrarlo in luoghi sempre diversi, rincorrerci via e-mail per scrivere un dialogo o correggere una scena, è stata un’esperienza decisamente unica nella sua irrazionalità. Perché comunque la si pensi, scrivere un libro, attestare il diritto alla legalità di un popolo, non può costare tutto questo".

Per questo motivo, Gelardi ha voluto raccontare in scena una sesta storia, quella di Roberto Saviano stesso. Lo spettacolo punta sulla curiosità dello spettatore di vedere “materializzati” i personaggi del libro. Un vero e proprio gioco di specchi tra quello che è il frutto della fantasia del lettore e l’invenzione del drammaturgo-regista. Il tutto rielaborato secondo un tessuto linguistico che nasce dall’esperienza sul campo e crea una musica-suono, una comunicazione aggressiva e dura fatta di un napoletano violento e da testi che lo stesso autore definisce “quasi letteratura”. La Stagione unica di prosa, danza e musica 2007-2008 di Senigallia è realizzata dal Comune di Senigallia (Assessorato alla Cultura), in collaborazione con Amat, Ente Concerti di Pesaro (cartellone musicale a cura del Maestro Federico Mondelci) e For.Ma (servizi e bar).
Info 071.7930842 – 393.9567505 o fenicesenigallia.it

Nello spettacolo abbiamo creato una struttura che mettesse in contatto tutte le storie e che utilizzasse Roberto come un collante tra esse. La scommessa era quella di dare un carattere ma anche una faccia ai protagonisti del libro. Si parla di carne e sangue e non solo di carta. Gomorra a teatro è come una sventagliata di Kalaschnikov, rapida , violenta, che si staglia su un vetro blindato facendo fori più grandi e fori più piccoli. Ma è anche il racconto di una città, immaginata dallo scenografo Roberto Crea, sempre in costruzione o sempre in decadenza, accompagnata dalla musica e dalle sonorità di Francesco Forni, una città in cui l’occhio dello scrittore Saviano si pone ad illuminare squarci di vita. Ho cercato un senso di movimento circolare, un continuo rincorrersi di personaggi e storie. Un continuo senso di disagio che non ti fa stare fermo sul posto, che fa cercare, cercare sempre qualcosa di diverso, qualcosa di “altro” da quello che si è e si ha. Un rincorrersi delle storie continuo, con i personaggi che si superano, che si affiancano, che si fermano ad ansimare per la fatica.

Attraverso le immagini di Ciro Pellegrino volevamo restituire un simbolismo capace di parlare a tutti, anche ad un pubblico a cui una lingua o un luogo potevano apparire estranei. È chiaro che la criminalità ed in maniera specifica la camorra, è stata già raccontata , e non penso quindi di svelare squarci di verità inediti. In questo caso ho scelto due livelli di racconto, quello più istintivo, animalesco, violento, costituito dal braccio armato della camorra e quello imprenditoriale, che non si sporca mai le mani direttamente, che coordina a distanza che ha interessi in tutto il mondo. Ed è anche chiaro che dopo aver venduto quasi un milione di copie, il nostro scopo, mio, di Roberto e di tutti gli attori, e di andare oltre il libro, di creare uno spettacolo assolutamente indipendente con caratteristiche proprie ma, che non tradisse le atmosfere così ben raccontate dal Roberto scrittore.

Nello stesso tempo ho cercato di raccontare il Roberto Saviano che conosco io, quello distante dall’immaginario collettivo che ne fa o un eroe o un furbo. Il Saviano che torna a Casal di Principe a parlare in piazza, in quella piazza ostile, in cui ci sono gli uomini che lo vorrebbero “altrove”, che vorrebbero chiudergli la bocca, lui è li, con la forza delle sue parole, con la forza delle sue idee: “Sapere, capire diviene una necessità. L’unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare”. Per noi, per tutti noi che lavoriamo alla versione teatrale di Gomorra, questa è diventata un’ossessione.

(Mario Gelardi)

Un posto di 1° settore costa 23 euro, di 2° settore 20 euro. Sono previste riduzioni in base all’età (<25 anni >65), per i soci ipercoop, per gli studenti universitari e per studenti delle scuole superiori. Un posto di 3° settore costa 13 euro e in questo caso non sono previste riduzioni.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 gennaio 2008 - 2141 letture