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La festa delle sirene

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La giornata, sabato pomeriggio, meteorologicamente parlando non era di certo delle migliori, soprattutto per una gita sulla spiaggia.
Il vento forte, il mare più che agitato, un freddo cane, non sono però riusciti a far desistere dal partecipare all’appuntamento prefissato e quindi a quell’impegno che si erano così assunti con tanto entusiasmo e piacere.

di Franco Giannini

Chi poteva fermare le “Ragazze ed i Ragazzi” della Casa Protetta?
Del resto poca cosa era, per loro, il tempo cattivo di fronte a tante vicissitudini superate, come due guerre mondiali.
L’ appuntamento era fissato alla Rotonda, quindi logico che ci fosse d’ inverno, freddo, vento e un pò di maretta, anzi forse era tutto più suggestivo!
Arrivano su tre pulmini, scendono accolti dai loro “Angeli Custodi” che mai li hanno abbandonati, e la prima cosa è l’ abbraccio ed i saluti del loro ispiratore-poeta-pittore…forse ormai semplicemente il loro Amico, con l’A maiuscola.

Catalano, novello Ulisse, che per questa volta preferisce ascoltare il canto delle sue Care Sirene, privo di quelle corde che lo costringevano a restare relegato all’ albero maestro della sua nave.
Un Catalano, libero quindi di unirsi ai canti delle sue muse, libero di usare la odierna tecnologia della fotografia, libero di miscelare i colori fondendo la sua arte con questa scienza, libero di travasare tutto su delle tele, immortalando visi e sensazioni che saranno tramandate ai posteri, non prima di averle fatte però, ammirare a suo modo, alle sue modelle.
Le tele con le immagini, ad un tratto si mettono a girare lentamente azionate da una micro-giostra su cui sono appollaiate alcune bimbe, mentre i suonatori della banda cittadina, seguono a lenti passi le immagini, con l’ andare della giostra, dando voce ai loro strumenti.

Ecco allora la poesia della Faustina, i canti ed i balli della Michelina, tra cui anche “ l’ inno” composto per la Casa Protetta, l’ intervista all’ Ersilia e poi la premiazione, ancora una volta, con l’ambito premio di “Patrimonio dell’ Umanità”.
La musica rievoca ricordi ed ecco allora che i personaggi di ieri inizialmente impacciati, oggi, preso visione delle loro performance di modelle divenute ormai famose per il connubio della loro complicità con l’ arte del loro amico, vogliono riproporre senza la benché minima emozione i loro pezzi artistici.

Catalano, questa volta preferiva delegare alla premiazione le bimbe che occupavano i posti sulla giostra, sottolineando questo gesto come un passaggio di consegne generazionali.
Se poeticamente la Festa era iniziata, dopo i ringraziamenti e saluti del Sindaco e della Presidente della Casa Protetta, dott. Francesca Paci, altrettanto poeticamente doveva chiudersi.
Catalano, leggeva allora una sua filastrocca, con la sua solita pacata mimica, sull’ arte del cadere al rallentatore di una foglia.
Le note dell’ Inno di Mameli, altrettanto suggestive, chiudevano questo pomeriggio inaugurale di una mostra che si protrarrà fino al 7 di gennaio.

Un piccolo, ma abbondante rinfresco, era offerto ai tanti visitatori che a quel punto avevano riempito la Rotonda, non solo parenti quindi, richiamati dalle note della Banda Cittadina, sempre presente nelle feste organizzate dai Ragazzi di Ieri.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 dicembre 2007 - 2096 letture