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Palazzo del Duca: mostra fotografica su Michele Gismondi, gregario di Coppi

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Il grande ciclista di Montegranaro (AP) rivive attraverso la lente di Daniele Duca in una mostra a Senigallia che verrà inaugurata venerdì 16 novembre alle ore 18,30 e resterà aperta fino al 2 dicembre. Le foto riscoprono il campione gregario del mitico Fausto Coppi

da Musinf
Nel 1959 sfiorò la Coppa del Mondo: la perse in volata complice una svista arbitrale; ora però finalmente giustizia per Michele Gismondi, il ciclista infaticabile, ma anche l’uomo umile e attento che per quasi 10 anni fu fedelissimo di Fausto Coppi. Una compagnia che lo ha spesso costretto a lanciarsi in volata per poi ritirarsi nel gruppo a veder il suo illustre compagno tagliare il nastro d’arrivo con le braccia in alto. Momenti che non si dimenticano e che ora ritornano grazie allo sguardo profondo e appassionato del fotografo e pubblicitario Daniele Duca, autore della mostra fotografica e antologica dedicata a Michele Gismondi, realizzata in collaborazione con il Comune di Senigallia, Il Museo Comunale d'Arte Moderna, dell'Informazione e della Fotografia e la Mediateca delle Marche.

La mostra sarà inaugurata venerdì 16 novembre alle ore 18,30 al Palazzo del Duca di Senigallia alla presenza del Sindaco Luana Angeloni, del Direttore del Musinf Carlo Emanuele Bugatti, di Enzo Carli, firmatario del “Manifesto del Paesaggio di Frontiera” e di Stefano Schiavoni, Presidente della Mediateca delle Marche. Naturalmente non mancherà Michele Gismondi. “Il gregario, il Campione” perché solo un vero grande non ha bisogno di dimostrare nulla a nessuno. Così fu Gismondi, marchigiano dagli occhi scuri e sinceri, simbolo di un ciclismo non ancora macchiato da storie di doping e rivalità scorrette. Un tuffo nei ricordi, certo, ma anche un monito al futuro, affinché questo sport possa tornare ad essere un esempio di lealtà e dedizione. Non solo secondi posti però, Gismondi vinse tre tappe del Gran Premio d’Europa nel ’58 a Imola e la Coppa Agostoni nel fatidico ’59, l’anno che lo privò del suo più grande risultato.

Dopo quasi mezzo secolo, la sua storia fatta di giornate esaltanti e di cocenti e ingiuste sconfitte, le sue imprese tornano a essere lì, sotto gli occhi di tutti. Una mostra che rende giustizia a chi per primo parte in volata e solo per ultimo smette di pedalare.



Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 novembre 2007 - 4955 letture