x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA >

Cicconi Massi: Ceresoni sulla viabilità si chiude a riccio

4' di lettura
2186
EV

"L’amministrazione e l’assessore Ceresoni, dovrebbero capire che non sono gli unici depositari della scienza perfetta e delle verità infallibili, tanto più in una questione così poco certa ed esatta come la viabilità urbana".

da Alessandro Cicconi Massi
Capogruppo Consiliare Forza Italia – PPE

Ciò è ancor più evidente se praticamente la totalità della commissione consiliare convocata appositamente per valutare la proposta della nuova viabilità che verrà attuata al momento dell’apertura del ponte Portone, esprime forti critiche e perplessità sulle scelte adottate dalla giunta. In particolare per quanto riguarda il doppio senso in Via D’Aquino. Già nelle settimane scorse ho avuto modo di dire che l’amministrazione avrebbe dovuto adottare interventi risolutivi per mettere in sicurezza le centinaia di persone, studenti, docenti e genitori, che ogni giorno affollano la strada al momento dell’entrata e dell’uscita dalle scuole, nel bel mezzo del traffico, compreso quello di mezzi pesanti.

L’assessore non vuole sentire ragioni, taccia i commissari d’incompetenza, si fa forte delle simulazioni dei tecnici, senza però dare risposte certe sulla questione della sicurezza in Via D’Aquino, senza dire come sia possibile evitare i certi ingorghi che si verificheranno al momento dell’istituzione del doppio senso nella strada del campus. L’assessore ha il dovere di ascoltare e confrontarsi con un atteggiamento costruttivo con la commissione, non solo tenendo in considerazione e rispettando quanto dice l’opposizione, ma anche quello che affermano a gran voce i consiglieri della stessa maggioranza. A queste considerazione deve aggiungersi l’inaccettabile l’atteggiamento che l’amministrazione comunale sta tenendo nei rapporti con la stampa locale.

L’altra sera in commissione l’ennesimo atto di critica molto forte che l’assessore alla mobilità, Simone Ceresoni ha pronunciato ne confronti degli organi di informazione della città. Critiche forse legittime, se non fosse per i toni troppo forti tanto che lo stesso presidente della commissione, il prof. Giulio Donatiello, è stato costretto ad intervenire per richiamare all’ordine l’assessore, che aveva evidentemente travalicato le regole della correttezza e del rispetto reciproco, che dovrebbero essere sottese nei rapporti tra la politica e la stampa.

A ciò sia aggiunga l’atteggiamento avuto nei giorni scorsi da parte dell’assessore ai lavori pubblici sempre nei confronti della stampa ed in particolare nei confronti di una testata giornalistica locale. Parole quelle espresse dall’assessore Mangialardi che assomigliano troppo a velate intimidazione nei confronti della libera stampa cittadina. Che i giornalisti non scrivano sempre quello che l’amministrazione vuole e quello che l’amministrazione vorrebbe che i cittadini sapessero, è un dato storico fondamentale, che rappresenta il principio fondamentale delle regole costituzionali della libertà di parola e di liberà di informazione.

Quello che più stupisce è che questi atteggiamenti vengano proprio da esponenti di punta di partiti che anche nei giorni scorsi, in occasione della dipartita del giornalista Biagi, ricordavano il valore della libertà di informazione e condannavano senza alcuna giustificazione il c.d. “editto bulgaro”. Ebbene proprio questi esponenti della sinistra, che si sono sempre fatti paladini, a parole, della libertà dell’informazione, si scagliano oggi contro gli organi di stampa, rei, a loro dire, di scrivere falsità e di condurre campagne di stampa contro alcuni assessori comunali. Ciò non è vero. L’unica cosa vera è che l’amministrazione ha solo una gran paura che la stampa riporti ciò che veramente la città pensa.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 novembre 2007 - 2186 letture