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Parte in tutta la città la nuova differenziata: in pochi hanno cominciato

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Avvio decisamente soft per la nuova raccolta dei rifiuti solidi urbani. Da ieri è formalmente in vigore in tutto il territorio comunale il provvedimento che impone la “separazione” in casa dei rifiuti prima di essere conferiti negli appositi cassonetti colorati.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it

La riforma, introdotta dal Comune di Senigallia in collaborazione con il Consorzio Vallesina-Misa Cir33, prevede fino alla fine del mese un periodo di coesistenza tra il “vecchio” e il “nuovo” regime. E ad aumentare, almeno per il momento, è il numero dei cassonetti (quelli vecchi e quelli nuovi). Durante il primo giorno di avvio, a giudicare dalla gran quantità di rifiuti ammassati anche a terra, la maggior parte dei senigalliesi ha optato per i vecchi cassonetti di latta. A far rinviare fino all'ultimo la separazione in casa dei rifiuti sembra essere anche la difficoltà incontrata nell'individuare la giusta categoria tra organico, indifferenziato, carta, plastica e vetro, dove collocare i rifiuti. Dai più semplici rifiuti organici, come gli avanzi di cibo, che vanno nel contenitore di colore marrone distribuito a ciascuna famiglia, si passa alla più complessa differenziazione fra, ad esempio, tovaglioli di carta sporchi (che vanno nel contenitore dell'organico) e vasetto di yogurt con coperchio (che va invece nel contenitore della plastica).

A sollevare più dubbi però è il contenitore dell'inorganico. La categoria comprende infatti tutti i rifiuti che non rientrano nella plastica, vetro, carta, organico e naturalmente “rifiuti ingombranti”. Ecco allora che nel famigerato contenitore grigio vanno a finire ad esempio i pannolini, piatti, posate e bicchieri di plastica usati, la polvere, lo spazzolino da denti, ma anche le bombolette, carta da forno e quella per alimenti.

Per agevolare la separazione dei rifiuti in casa, il Cir 33 ha distribuito in ciascuna abitazione delle tabelle con alcuni esempi di “catalogazione” dei rifiuti ma i dubbi spesso restano. Il vero banco di prova però sarà per i “grandi” produttori di rifiuti come le aziende, i ristoranti, bar e strutture ricettive che tra due settimane non potranno più ricorrere al vecchio cassonetto.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 novembre 2007 - 2654 letture