Mandolini non può essere finito nel mirino della malavita organizzata

Senigallia 30/11/-0001 -
È questa l'unica “novità” sulla triste vicenda del 31enne senigalliese scomparso a Portici, vicino Napoli, il 2 febbraio scorso, dove si era recato per seguire un corso si nautica.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it


Un'informazione, riferita ieri dal prefetto Giovanni D'Onofrio alla madre di Massimo, la signora Rina Bonazzelli, durante il vertice avvenuto in comune insieme al sindaco Luana Angeloni, al questore Giorgio Iacobone e al colonnello provinciale dei Carabinieri Paolo D'Ambola.
Per gli investigatori senigalliesi, che non hanno competenza diretta sul caso per questioni territoriali, Massimo non avrebbe avuto il tempo di instaurare relazioni con la malavita. E allora, se è ancora vivo, perchè non si è messo ancora in contatto con la famiglia?.
“Massimo si di aver sbagliato perchè era partito da casa con l'intento di trovare un lavoro e di realizzarsi -racconta la signora Rina- purtroppo non c'è riuscito ed ora non ha il coraggio di tornare a casa”. È questa la convinzione che continua a far sperare la madre dello scomparso che, da quel 2 di febbraio, non ha più notizie del figlio che sempre sparito nel nulla.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 settembre 2007 - 2100 letture

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