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Lo spaccio sulla spiaggia di velluto divide i locali senigalliesi

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Lo spaccio sul velluto divide i locali senigalliesi, c’è chi denuncia un fenomeno in espansione e chi non ha visto nulla.

Ad essere preoccupata per la situazione attuale è ad esempio Lisa Rubini, storica imprenditrice della movida senigalliese e proprietaria dell’AbSoul.
“La droga nei locali è una realtà concreta a Senigallia. Quando negli anni ’80 gestivo il People a Marotta i problemi era decisamente minori. Dopo quattro anni negli Stati Uniti sono tornata a Senigallia e ho scoperto un giro di cocaina che mi ha sorpreso. La micro-criminalità a Senigallia, soprattutto per quel che riguarda lo spaccio –continua la titolare del AbSoul-, c’è eccome ed è difficile da controllare. Nonostante abbia una guardia all’ingresso, mi occupo personalmente di controllare chi frequenta il locale ma non è facile. Inizialmente alcuni locali avevano un tipo di clientela che si dedicava appositamente a questa attività, ma ripeto tenere sott’occhio tutti non è facile. Servono più controlli in città da parte delle forze dell’ordine per cercare di arginare un fenomeno oramai troppo evidente”.

L’argomento dello spaccio nei locali è tornato alla ribalta in queste ultime ore grazie al capogruppo dei Ds Stefano Schiavoni, il quale nell’ultimo consiglio comunale a chiare lettere ha affermato il continuo giro di sostanza stupefacenti nei locali della Spiaggia di Velluto. Un monito però non condiviso da Maurizio Bacolini, gestore del bar Tatiana.
“Nella mia struttura non gira droga –ha sottolineato Bacolini - certo a fine serata può capitare di vedere qualcuno che ha bevuto troppo, ma niente di più. Essendo costantemente a contatto con clienti giovani non ho mai notato giri di droga o quant’altro e i toni della discussioni sono decisamente troppo allarmistici, per affermare certe cose bisogna avere le prove. Anni fa ho anche avuto controlli con le unità cinofile, è risultato sempre tutto a posto. Sicuramente maggiori controlli sulla spiaggia possono essere utili, anche come forma deterrente, ma non credo che a Senigallia ci sia un giro di droga così grande”.

Toni cauti sull’argomento anche per Cristiano Rosi, titolare del Saltatappo Bollicine. “Se la droga gira non è certo dentro i locali, o meglio non nel mio. Ho passato tutta l’estate al Saltatappo Bollicine e non ho mai notato nulla di strano. Il fenomeno devo ammettere c’è ma si sviluppa al di fuori delle strutture. Anche perchè credo che spacciare dentro un locale, sotto gli occhi di tutti oltre che rischioso sia oltremodo stupido. Sono dell’opinione che ci vogliano più forze dell’ordine e un controllo più diffuso, ma ripeto droga nei locali non gira così frequentemente".


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 settembre 2007 - 2391 letture