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Messa in latino nella diocesi, succede a San Vito

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Da nove anni senza autorizzazione e di propria iniziativa celebrano messe in latino. Accade nella diocesi di Senigallia, e per la precisione in una chiesa rurale di San Vito, un borgo di Monte San Vito, dove il circolo "Cattolici per la Tradizione" da quasi un decennio organizza puntualmente celebrazioni eucaristiche seguendo l'antico rito in latino, senza essere in possesso delle autorizzazioni necessarie.

“Da nove anni -ha spiegato Solideo Paolini, responsabile del circolo "Cattolici per la Tradizione"- organizziamo, prima a Chiaravalle e ora a San Vito, messe secondo i canoni tradizionali per diversi motivi: innanzi tutto la messa in latino non è mai stata abolita dal Concilio Vaticano Secondo, come molti credono, ma è stata solamente modificata con l'introduzione di alcune, e non tutte, parti in italiano. In secondo luogo l'applicazione del Motu proprio sulla Messa tradizionale prevede una serie di particolarità, come la posizione del sacerdote o i rituali durante la Comunione, che esprimono grande sacralità. Ed infine la messa tradizionale esprime chiaramente le verità cristiane, più del rito attuale.”

La messa, che si caratterizza non solo per essere quasi esclusivamente in latino ma anche per strutturarsi in maniera sostanzialmente diversa dall'attuale rito, è costantemente frequentata da circa 25 persone, molte delle quali risultano essere giovani. L'unico problema per le messe in latino è però l'autorizzazione, un ok difficile da ottenere.

“Le messe tradizionali -ha continuato Paolini- non sono mai state abolite, solo che per essere celebrate richiedono un'autorizzazione che noi non abbiamo. Da anni infatti di nostra iniziativa celebriamo questa tipologia di messa, anche perchè le autorizzazioni non ce le hanno mai concesse.”

Ma ora le cose sembrano essere cambiate. “L'attuale Papa -ha continuato il responsabile del circolo “Cattolici per la Tradizione”- come tutti sapranno ha illustrato le direttive per celebrare la messa secondo il rito tradizionale allargando una possibilità che in realtà esisteva da tempo, e noi, senza perdere tempo siamo tornati all'attacco, in senso buono. Abbiamo fatto richiesta alle parrocchie per celebrare il rito antico seguendo tutte le procedure burocratiche e attendiamo una risposta -ha concluso Solideo Paolini-. Se questa dovesse essere negativa, non ci arrenderemo e ci appelleremo alle diocesi fino ad arrivare a Roma. Certo sarebbe meglio accordarsi a livello locale, ma non ci fermeremo al primo no.”


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 settembre 2007 - 3629 letture