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Corinaldo: convegno dei Vincenziani, “Fatemi studiare, conviene a tutti”

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Domenica 9 settembre la città di Corinaldo ha accolto nel cuore del suo centro storico il Convegno Regionale della Società San Vincenzo de Paoli che ha chiesto quest’anno di essere ospitata nella nota “città di arte e di fede” per presentare nuove riflessioni sul tema di carattere nazionale “Fatemi studiare, conviene a tutti”.

dalla Società San Vincenzo de Paoli – Conferenza di Corinaldo
foto di Ilario Taus

I locali dell’Oasi S. Maria Goretti, messi a disposizione dalla gentile disponibilità del Rettore del Santuario Don Franco Morico, hanno permesso agli oltre 80 convenuti di entrare in immediato contatto visivo, attraverso la documentazione fotografica permanente allestita nel salone di accoglienza, con i volti e i luoghi dove è trascorsa, alla fine dell’Ottocento, la breve esistenza di Maria Goretti e dei suoi familiari.

Al tavolo di relazione il presidente del Consiglio Regionale Francesco Curzi, i due relatori don Gianfranco Calvaresi e suor Rosario Echarri, l’assessore alle politiche sociali e alla cultura del Comune di Corinaldo dott. Daniele Aucone in rappresentanza del sindaco Livio Scattolini e la presidente della Conferenza di Corinaldo Paola Polverari Ciceroni. Il presidente Curzi ha subito ringraziato tutti gli intervenuti: le Conferenze di Ancona, Cerreto di Jesi, Fabriano, Jesi , Ostra, Senigallia e in particolare quella di Ascoli Piceno, la più lontana e la più numerosa, nerbo della Società vincenziana nelle Marche; le autorità, gli organizzatori del Convegno e i confratelli di Corinaldo.

L’Assessore ha portato il saluto dell’Amministrazione ai convenuti, rallegrandosi per le numerose presenze ad un tema di discussione che, da lui medico, vien visto come strettamente connaturato alla possibilità di un vero “benessere” dell’uomo, nella sua doppia dimensione spirituale e fisica.

Anche la rappresentante della Conferenza di Corinaldo ha espresso la gratitudine per la scelta della città come sede del Convegno, ringraziando contemporaneamente l’Amministrazione comunale per la presenza e la collaborazione, la locale Banca di Credito Cooperativo nella persona del presidente Felice Saccinto che ha offerto le cartelline dei lavori, i rappresentanti di alcune delle locali Associazioni di volontariato invitate, le Suore della Carità di Ostra che hanno costituito un’apprezzata presenza religiosa, nell’assenza dei Sacerdoti di Corinaldo impegnati altrove.

L’approfondimento dei due relatori ha fatto volare in alto un tema accolto con una certa tiepidezza nelle nostre Marche in cui l’abbandono scolastico, poco presente, appare un problema secondario rispetto ad altre “povertà” affrontate dai vincenziani: don Calvaresi, parroco in Ascoli e Consigliere spirituale della San Vincenzo, ha ricordato come proprio l’abbandono morale e l’ignoranza di Alessandro Serenelli hanno potuto fargli maturare propositi violenti; la sua sensibilità sociale ha fatto comprendere a don Milani che era l’ignoranza del dopoguerra a spingere i giovani poveri all’emarginazione sociale e alla delinquenza, come ora la tentazione della droga spinge i ragazzi a lasciare la scuola, a lavorare in un modo qualsiasi e a spendere il denaro in un vizio distruttivo.

”Fatemi studiare” non si riferisce solo alle esigenze dei giovani ma anche alla necessità degli educatori di mettersi a fianco delle nuove generazioni che non si formano culturalmente e sono preda delle sollecitazioni più basse, per crescere insieme, aggiornandosi sulle loro problematiche. Anche Federico Ozanam ha legato le “conferenze” vincenziane alla realtà universitaria e si è messo a disposizione dei giovani per insegnare a “leggere” gli eventi di una società, come la nostra in convulsa evoluzione, per infondervi i valori fondanti che possono e dovrebbero reggere la vita dei più immaturi.

Suor Rosario, spagnola delle Oblate del S.S.Redentore ma da anni Madre superiora nella Casa famiglia aperta in Ascoli per le donne preda della prostituzione e per i loro figli, esorta con passione ad accogliere il grido che proviene dai tanti ragazzi abbandonati italiani ma soprattutto dai lavoratori stranieri presenti in Italia: fatemi studiare, per comprendere la vostra società, per apprendere un mestiere dignitoso, per non doverci sentire respinti nelle vostre scuole, per leggere il vostro codice dei diritti e dei doveri che noi non percepiamo; fatemi studiare affinché io possa mostrare la bellezza che Dio ha posto in me, ora soffocata dalle esperienze negative, dall’umiliazione di una schiavitù morale e culturale a cui solo una nuova coscienza di me stesso e delle mie reali possibilità di integrazione con voi può sottrarmi.

Ma studiate anche voi, volontari vincenziani che siete avvezzi a un rapporto da persona a persona: studiate le strade per accompagnare i singoli uomini nei meandri spesso confusi dalla burocrazia, per far riconoscere i loro titoli di studio, per additare agli imprenditori strade convenienti anche a loro nelle assunzioni, per riuscire ad allentare un poco i ritmi sociali standardizzati e ad aspettare i lenti passi della vera integrazione. Compito dinamico e galvanizzante quello di studiare insieme, obiettivo avvincente quello di mostrare che una maturazione intellettuale avanza sempre insieme con una maturazione morale e sociale: e che questo progresso conviene a tutti. A conferma, l’assessore Aucone ha presentato l’esperienza maturata all’interno dell’associazione tra Comuni “Ambito sociale n. 8”, che ha permesso l’integrazione e l’assistenza scolastica alle famiglie bisognose e agli immigrati nella nostra zona, tanto che essi stessi hanno isolato elementi dei loro gruppi nazionali riottosi alle regole insieme concordate.

Dopo le relazioni, il dibattito e le proposte concrete avanzate dai confratelli delle varie conferenze hanno mostrato la ricchezza di propositi suscitata dal tema discusso, tema che sarà presentato per la seconda volta nella Giornata nazionale vincenziana del 23 settembre p.v., attraverso manifesti e materiale illustrativo, nelle piazze di tutta Italia. E’ stata quindi celebrata la S. Messa nella vicina chiesa dell’Addolorata, messa gentilmente a disposizione dalla Confraternita omonima rappresentata dal priore Ettore Vieri, e si è condiviso il pranzo comunitario.

Nel pomeriggio, una visita al Santuario di S. Maria Goretti ha permesso ai convenuti di ascoltare in efficace sintesi, dalla voce dell’infaticabile concittadino Rinaldo Morbidelli, in assenza del Rettore, la vicenda della piccola martire , della sua famiglia e del suo assassino, convertito dalla sua stessa vittima ma anche dall’ambiente formativo offertogli dalla Fraternità francescana di Macerata e di Ascoli Piceno, a conferma dell’efficacia di un’educazione sana e religiosa. Hanno concluso la serata la visita alla casa natale di Maria Goretti che ha commosso i visitatori per la semplicità con cui è stata mantenuta nel suo aspetto originario di casa contadina, e gli affettuosi saluti e auguri per un buon lavoro vincenziano nel ricordo di una giornata ricca e fraterna, immortalata dal servizio fotografico del sempre disponibile Ilario Taus.



Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 settembre 2007 - 3720 letture