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Paradisi: scoperti altri cimeli a palazzo Gherardi

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Ieri mattina, dopo aver informato gli uffici comunali che era mia intenzione eseguire una ispezione nei locali di Palazzo Gherardi, ho proceduto al secondo sopralluogo nella storico liceo cittadino.

da Roberto Paradisi
Consigliere comunale “Liberi per Senigallia”


Dopo la mia forte denuncia dello scorso marzo, non solo le cose non sono affatto cambiate ma addirittura sono peggiorate. A parte il trasferimento dell’intera biblioteca nei nuovi locali del “Perticari”, nell’edificio non è stato fatto alcun intervento manutentivo. Nemmeno le più elementari pulizie. Palazzo Gherardi, mi si permetta il termine, è paragonabile ad una stalla. Al mio ingresso, tra immondizie di ogni genere, ho subito trovato la finestra del corridoio che dà sul cortile completamente spalancata. Qualcuno è entrato di nuovo e l’ha evidentemente aperta visto che la finestra è perfettamente funzionante (oppure è entrato da fuori). Nessun intervento, nemmeno di rimozione dei calcinacci, è stato predisposto dal Comune di Senigallia, fedele alla consegna di lasciare alla fatiscenza il palazzo neo-classico.

Non parliamo delle infiltrazioni. In Aula Magna, dove parlarono i nomi più alti della letteratura e della filosofia e dove si rappresentarono addirittura delle tragedie greche, l’umidità avanza insieme alla sporcizia. Questi nostri brillanti amministratori non hanno avuto nemmeno il pudore di mandarci un custode per fare le pulizie basilari. La qualità di un amministratore si riconosce dal violento menefreghismo nei confronti del patrimonio culturale di una città. Ma non è ancora tutto. Appoggiato ad un termosifone dietro la porta di ingresso dell’Aula Magna ho rinvenuto un vecchio diploma abbandonato: un altro cimelio storico del Classico “Perticari”. Si tratta del diploma d’onore rilasciato al liceo nel 1969 da parte del Centro Nazionale per le attività catechistiche. Un altro pezzo di storia del “Perticari” scaraventato nella polvere e nel dimenticatoio.

L’ennesima dimostrazione della cura che la direzione della scuola ha avuto e continua ad avere del proprio patrimonio e della “efficienza” e della “meticolosità” con la quale l’Amministrazione comunale controlla e custodisce i locali di sua proprietà. Francamente mancano le parole per commentare un altro grave e sintomatico episodio come questo. Ho preteso di accompagnare il funzionario comunale che mi accompagnava nell’ispezione direttamente nella sede del nuovo liceo Classico per restituire immediatamente il cimelio alla scuola che aveva dimostrato così tanta premura nel preservare la propria storia. Così è stato fatto. Ma non può finire qui.

Tornerò presto a Palazzo Gherardi per continuare a testimoniare alla città – purtroppo solo questo posso fare come consigliere di opposizione – da quali amministratori è guidata. Tornerò periodicamente in quel palazzo per documentare, mese dopo mese, come si uccide un palazzo neo-classico per finalità che suscitano semplicemente sdegno. L’ho detto e lo ripeto: siamo in mano ai barbari della cultura.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 agosto 2007 - 2542 letture

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