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Arcevia: presentati gli ultimi due libri di Alfio Perelli

3' di lettura 30/11/-0001 -
La biblioteca di Arcevia si arricchisce di altre due significative unità. A firmarle è Alfio Perelli, nel segno della discrezione, del senso civico e dello spirito di servizio.

da Umberto Martinelli


“...un modesto contributo...” “...per dare l’opportunità a chi legge di ‘ricordare’ le cose sagge già dette dagli altri....” scrive l’autore in sede di premessa ed introduzione della doppia fatica letteraria, il cui esito si esprime in due libretti sul pentagramma dell’agilità e della fruibile discorsività.
A S. Pietro in Musio di Arcevia, vengono presentati all’intellighenzia dell’hinterland, ai giornalisti, agli amministratori, agli ospiti italiani e stranieri della Perla dei Monti (salutati anche in lingua inglese) gli ultimi due libri dello scrittore: La religione e le religioni, Pensieri e riflessioni.
L’appuntamento si dipana all’Agriturist Piccolo Ranch, grazie soprattutto al mecenate Angelo Sgreccia (generoso signore dell’ospitale castello, tradotto in Paradiso del Re). Coordinatrice della serata non può che essere la professoressa Anna Terenzi (instancabile musa dell’Ager Gallicus).

Altrettanto immancabilmente, il primo cittadino arceviese Silvio Purgatori si pregia di portare il saluto proprio e della comunità che rappresenta, sottolineando l’impulso dell’iniziativa nella direzione della promozione territoriale e, citando Freud, richiamandosi all’urgenza della costante riflessione, che deve essere più forte della “pesantezza dei pensieri”, spesso per questo banditi dalla mente e dalla stessa coscienza umana.
I due lavori dell’intellettuale romano di adozione (nativo di Loretello, al cui maniero ed ai cui personali musei sempre ritorna) battono il tempo della sollecitazione allo sforzo della conoscenza e del confronto, sul solco delle iniziative che vogliono qualificare sempre di più Arcevia come cittadina dell’accoglienza, dei convegni e della cultura. La facilità e la piacevolezza della lettura favoriscono l’apertura degli occhi sulla vita e sul mondo, sulle loro radici e sul loro fine ultimo.
“Nei tuoi libri, La religione e le religioni e Pensieri ed esperienze, ho trovato lacrime di poesia in un piccolo mare di saggezza” scrive l’onorevole Maria Pia Garavaglia (vicesindaco di Roma) a cui fa eco monsignor Elio Sgreccia, che verga il proprio augurio all’amico Alfio sulla carta della Pontificia Academia Pro Vita.

Ai piedi del Monte S. Angelo, i versi e gli imput dell’autore acquisiscono una profondità ancora maggiore, resa dalla lettura di Isabella Antonelli. Tutti i relatori - interlocutori si muovono affinché il gioco di squadra della kermesse riesca perfettamente, ma ognuno di loro è anche battitore libero, dissentendo e puntualizzando: nello spirito dialettico dei due libri ma nella solidità dei punti fermi (la vita ed il diritto alla vita, l’intoccabilità della persona e della sua dignità, l’elasticità mentale, la cultura).
Così, non c’è quasi recenzione critica, preferendosi la provocazione di qualche passo, l’apparente contraddizione ricorrente (dapprima la reazione rigida, quasi “una mancanza d’amore”, poi l’autocritica severa e l’apertura), il mordi e fuggi, la sospensione della lettura (prendendo a prestito la tecnica dello spot pubblicitario).
Insomma: bisogna leggerli i due libretti dell’africano Perelli (fondatore di scuole e maestro nel continente nero), del teologo Perelli, del professor Perelli, del britannico Perelli (diplomato alla Cambridge University), del volontario Perelli (nel carcere romano di Rebibbia).






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 agosto 2007 - 3758 letture

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