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Arcevia: al via il campeggio delle comunità islamiche

2' di lettura 30/11/-0001 -
Il Sindaco di Arcevia Silvio Purgatori ha incontrato il Presidente dell’Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia Dachan Mohamed Nour e i partecipanti al 38° Campeggio estivo che si svolge ad Arcevia.

dal Comune di Arcevia
www.arceviaweb.it


"Iniziative come questa contribuiscono ad una miglior conoscenza reciproca ed una miglior comprensione dei valori che regolano le nostre civiltà, ognuna con tradizioni, principi e regole che meritano un confronto senza pregiudizi -ha detto Purgatori- La presenza di oltre tre milioni di persone straniere, molte delle quali di religione musulmana, che vivono in Italia da oltre un decennio sta cambiando la società italiana. Gli immigrati non sono più una società a parte ma una parte della società. Bisogna capire e governare questo cambiamento, perché esso non riguarda più solo quali diritti riconoscere agli immigrati, ma quale convivenza costruire con loro. Dobbiamo mettere al centro del dibattito pubblico e dell'agenda politica nuove domande: come far convivere persone e gruppi con culture, storie e religioni diverse? Quale sarà la società italiana di domani? Su quale patto democratico si fonderà? Dobbiamo muoverci in questa direzione anche per rispondere alla brutalità del terrorismo che, per essere sconfitto, oltre a misure efficaci di contrasto e di repressione, richiede che siano attivati il dialogo, la conoscenza e il reciproco riconoscimento.

Per questo ritengo sia cruciale costruire un dialogo con l'Islam affinché diventi protagonista della vita politica del Paese e perché sia al fianco delle nostre istituzioni nella lotta al terrorismo. Personalmente ritengo che la vostra presenza nel nostro paese possa rappresentare una preziosa risorsa per noi italiani, a patto di costruire un percorso vero di accoglienza e di relazione. La relazione, intesa come capacità di ascolto e di dialogo nei due sensi, consente di entrare in contatto e di facilitare la comprensione di realtà e stili di vita diversi.

L’incontro e la conoscenza reciproca sollecitano il ragionamento e rafforzano il valore della democrazia, che per l’Italia è un valore irrinunciabile. Tutti, uomini e donne, hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. Incontrarsi vuol dire scoprire la diversità di modi di pensare e di vedere il mondo e quindi arricchire le nostre mappe cognitive, morali ed estetiche”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 agosto 2007 - 2530 letture

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