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Questa sera i I Ratti della Sabina

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Questa sera Destate La Festa sarà animata dalla musica de I Ratti della Sabina, gruppo laziale considerato da molti come uno dei migliori gruppi italiani folk rock.
Dalle 21.45 il ballo la farà da padrone mentre al divertimento si unisce il contenuto.

da Pastorale Giovanile Senigallia


Ratti della Sabina sono un gruppo formato da otto elementi provenienti dalla provincia di Rieti, infatti il loro nome deriva dallo storico “ratto delle sabine” avvenuto proprio nella zona sabina e di un ratto stilizzato in un cartello stradale di pericolo hanno fatto il loro logo. Dopo i primi tempi passati a girare tra Roma e i paesi della Sabina, i Ratti negli ultimi anni hanno varcato i confini del Lazio, percorrendo l’Italia da Nord a Sud, isole comprese. I Ratti nascono nel 1996 dall'incontro tra Stefano Fiori e Roberto Billi, i due frontmen, nonché autori dei brani, e successivamente si aggiungono man mano gli altri membri, prima la componente folk, poi quella rock. Il sound acquisisce sempre di più sonorità e ritmiche tipiche del folk rock, con una predilezione per il rock. Nel 1998 registrano e autoproducono il primo disco Acqua e terra, che verrà poi rimasterizzato e pubblicato nel 2004.

Nel 2001 registrano, in casa di Roberto Billi, Cantiecontrocantincantina, disco prodotto da UPRfolk, che si calcola abbia ventuto più di 5000 copie. Per un disco che non è stato distribuito dalle grandi catene è un successo. Tra gli ospiti figurano Raffaello Simeoni e Margerita D'Ubaldo. Nel disco alcuni brani del precedente e alcuni brani che verranno poi ripresi nel successivo: Linea 670, autobus della rete dei trasporti di Roma che termina il suo tragitto in prossimità di un campo nomadi, Il Giocoliere omaggio a Gianni Rodari, personaggio cui i Ratti sono particolarmente legati, La tarantella del serpente, leggenda sabina che parla del Serpente Regolo. Nel 2003 pubblicano Circobirò, loro terzo album, probabilmente il migliore e quello che li porta ad una certa notorietà. Brani rock, melodie popolari, tarantella e combat folk, canzone d'autore e testi impegnati, sociali e politici, ma sempre con molta dolcezza e senza slogan e spesso anche con molta ironia. Musica per le orecchie e per la mente. Grandi ospiti nell'album: Marino Severini dei Gang, Stefano "Cisco" Bellotti e Francesco Moneti dei Modena City Ramblers, Andrea Ra, cantautore romano e poi di nuovo Raffaello Simeoni ex Novalia e Margherita D'Ubaldo. Inoltre la grafica dell'album è stata affidata a Francesco Musante, il quale, ispirato dai testi delle canzoni contenute, ha realizzato appositamente la copertina ed i disegni del cd. Ci sono anche citazioni importanti: una poesia di Fernando Pessoa, Bruno Ciammola con la storia del bandito Berardo Viola, il romanzo di Jean Giono, c'è la cultura popolare in dialetto sabino.

Nel 2005 esce A passo lento quarto disco, sotto la direzione artistica di Alessandro Finazzo detto Finaz della Bandabardò. Segna la maturazione del gruppo nella scrittura e negli arrangiamenti, sorprendendo per la forza dei testi e per l’accuratezza delle musiche. Anche qui la serie degli ospiti è nutrita: Finaz che suona chitarra acustica, violoncello, contrabbasso, organo, synth e cori ed è co-autore de Il re dei topi, Mimmo Locasciulli e Raffaella Misiti degli Acustimantico, ancora Raffaello Simeoni. I tratti caratteristici rimangono simili, ma non per questo perdono vigore e originalità: c'è ancora Gianni Rodari, con tanto di partecipazione di Maria Rodari nella strofa che apre La rivoluzione, ci sono ancora leggende sabine. Nel 2007 pubblicano "...sotto il cielo del tendone", il loro primo album live. Il nuovo lavoro contiene, oltre a 16 brani eseguiti al concerto del 24 marzo 2007 al Villaggio Globale di Roma, tre inediti. La ragione di questo disco è che, Come per tutti i gruppi che percorrono le vie del folk rock, anche per i Ratti è il concerto il momento in cui le ricerche, gli studi, il divertimento ed il lavoro si fondono per diventare il quadro che meglio rappresenta il gruppo, la dimensione congeniale per esprimersi in modo migliore, nonché base su cui costruire il lavoro di studio. Ecco, appunto, una “testimonianza” di quanto si vive in un loro concerto.

I Ratti Della Sabina sono: Roberto Billi (voce, chitarra acustica, armonica e flauto), Stefano Fiori (voce, chitarra acustica ed organetto), Eugenio Lupi (chitarra elettrica, chitarra acustica e banjo), Paolo Masci (mandolino, balalaica, bouzouki e chitarra slide), Alberto Ricci (fisarmonica), Alessandro Monzi (violino), Valerio Manelfi (basso elettrico, basso acustico e contrabbasso) e Carlo Ferretti (batteria e percussioni).





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 agosto 2007 - 3187 letture

In questo articolo si parla di musica, pastorale giovanile, destate la festa





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