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Ecologia e riqualificazione fluviale per aiutare il Misa

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Il contributo di un naturalista in merito alla moria di pesci in un tratto del fiume Misa risalente a pochi giorni fa.

da Niki Morganti
naturalista


In merito alla moria di pesci lungo un tratto del fiume Misa risalente a qualche giorno fa vorrei aggiungere qualche precisazione: la moria di pesci nel periodo di agosto-settembre nel corso del nostro fiume sta diventando un evento con cadenza annuale e quindi prevedibile, specialmente nelle estati torride come quella che stiamo vivendo. La cause di ciò sono molteplici: le scarse precipitazioni dei mesi scorsi, la carenza di ossigeno disciolto nell’acqua, sversamenti di liquami o di sostanze tossiche per l'ittiofauna. Ma il problema è ben più ampio e riguarda la gestione dei corsi d’acqua.

L’agricoltura moderna non utilizza quasi più il letame come concime ma sostanze chimiche, le quali creano uno strato impermeabile e non permettono il ricaricamento della falda, le piogge dilavano i campi e queste sostanze arrivano a fossi e fiumi. Le siepi nei campi coltivati e la vegetazione fluviale, oltre a minimizzare i rischi idraulici dei fiumi, svolgono la funzione di filtro e concorrono alla depurazione delle acque (nelle radici delle piante vivono batteri che fissano l’azoto e altre sostanze inquinanti), e invece si procede, generalamente, con il taglio delle essenze floristiche.

Sversamenti di liquami e altre sostanze nocive nel Misa sono avvenuti alcuni mesi fa, ma bisogna anche aggiungere che, di tanto in tanto, l’acqua del fiume assume una colorazione nerastra, altre volte rossastra (tipico della presenza di cromo), sarebbe pertanto opportuno che l’ARPAM effettuasse controlli sulle acque reflue delle numerose industrie che sorgono vicino gli argini del fiume. Le captazioni idriche, profonde e superficiali, sono tra le maggiori responsabili della mancanza d’acqua nel fiume: i pozzi “succhiano” acqua al fiume direttamente alla falda, mentre tubi e pompe prelevano l’acqua dal fiume stesso. I pozzi sono attualmente oggetto di monitoraggio da parte delle amministrazioni, come anche le captazioni superficiali, queste ultime, però, vengono rilasciate tramite autorizzazioni per innaffiare giardini e orti nei pressi del fiume, concessioni che nel caso di crisi idrica come quella che sta vivendo il Misa non dovrebbero essere rilasciate.

Tutte queste cause, unite alle scarse precipitazioni atmosferiche degli ultimi mesi, sono concorse alla moria dei pesci: infatti, non è stato garantito il minimo deflusso vitale, cioè il minimo livello di acqua necessario a sostenere la vita del fiume e di chi ci vive. Inoltre, quando inizieranno le prime piogge tardo-estive (speriamo presto, non ne abbiano a male i turisti) le sostanze chimiche accumulatesi nei campi e nei fossi in questi mesi arriveranno al Misa, e probabilmente la storia si ripeterà.

La soluzione ad eventi del genere esiste, basterebbe applicare le conoscenze in materia di ecologia e riqualificazione fluviale che il mondo scientifico ha sviluppato in questi ultimi decenni, soluzioni che potrebbero anche andare contro le convinzioni personali di molti (come ad esempio il fiume pulito dalla vegetazione), convinzioni dettate spesso anche dalle nostre tradizioni.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 agosto 2007 - 2229 letture

In questo articolo si parla di ambiente, fiume misa