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Il Movimento Sinistra Democratica chiama a raccolta i propri sostenitori

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
A Sinistra il popolo si muove, si organizza: è bastato un semplice passaparola per ritrovarsi in circa settanta persone in un incontro conviviale presso un circolo del senigalliese per conoscere chi ha scelto di non entrare nel Partito Democratico e di intraprendere la strada del Movimento della Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo tracciata da Mussi, Salvi e Berlinguer.

da Movimento Sinistra Democratica


All’incontro, proprio per rispondere all’invito del Movimento di costruire una sinistra unita, nella forma che si terrà più efficace, hanno partecipato anche alcuni esponenti di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani.

“E’ un primo passo importante, l’approccio ci fa ben sperare”, dice la coordinatrice senigalliese Lucia Mazzoli. Soddisfazione anche da parte del consigliere provinciale Marco Giardini, che ha ribadito l’impegno dei due Consiglieri provinciali di SD (Giardini e Barbadoro) di rispettare il programma di Patrizia Casagrande sottoscritto dall’Ulivo e la volontà di unificare la sinistra anche in Consiglio Provinciale. “Il primo atto del nostro gruppo”, ricorda Giardini, “è la scelta di operare in un unico ufficio insieme ai Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, e Verdi. Il Paese è alla ricerca di un nuovo binario dove far viaggiare il treno del rinnovamento e della democrazia, con una rotaia costituita dal Partito Democratico e l’altra costituita dalla Sinistra, indispensabile per la solidità dell’Unione. Altre direzioni alternative a questo progetto legate a esigenze corporative e/o a personalismi farebbero deragliare il treno appena partito. Noi lavoriamo, e questo primo incontro lo dimostra, per realizzare il programma che Prodi ha sottoscritto con tutta l’Unione”.

“Il rafforzamento dell’identità della Sinistra significa oggi il vero investimento sul futuro”, continua Lucia Mazzoli, “la vera opportunità per rappresentare i bisogni di un mondo in evoluzione. C’è una modernità vera che deve essere costruita con nuovi strumenti e un nuovo linguaggio, guardando alle esperienze più avanzate di altri paesi in cui il diritto al lavoro, ad un ambiente sano, alle pari opportunità e ai servizi sono una responsabilità che lo Stato assume consapevolmente con ingenti investimenti e con leggi davvero solidali e rispettose dei diritti individuali. Un approccio diametralmente opposto al concetto di modernità espresso dalla classe politica italiana, che col suo linguaggio pieno di luoghi comuni alimenta invece l’idea di un presunto conflitto fra generazioni, esaspera il conflitto fra persone di orientamenti sessuali e religiosi diversi, non affronta con una visione globale il conflitto con l’ambiente in cui viviamo”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 agosto 2007 - 1874 letture

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