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Prima elementare della Cesanella: è a rischio il diritto allo studio

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In una dichiarazione unitaria, il giorno 30 luglio 2007, i sindacati confederali del settore scuola esprimevano grande preoccupazione circa l’adeguamento dell’organico scolastico alle situazioni di fatto per il prossimo anno scolastico 2007/2008 a livello nazionale.

da Mariangela Manna e Catia Mazzoli

“…Qualora si dovesse procedere, come sembra, a diffusi accorpamenti di classi già autorizzate solo qualche settimana fa… ciò si connoterebbe ancora una volta come volontà di contenere la spesa…un’operazione tutta in contraddizione con i principi del diritto allo studio e la qualità dell’offerta formativa che il Ministro ha dichiarato di voler garantire…”

Prendendo spunto dallo stralcio di questa dichiarazione, alcuni genitori della futura prima elementare, appartenenti al plesso di Cesanella dell’Istituto Comprensivo Senigallia Nord, desiderano far presente agli amministratori locali e in particolare all’Ufficio Scolastico Provinciale, che quanto i sindacati affermano a livello nazionale, si sta verificando anche sul nostro territorio. A causa di una finanziaria definita dagli stessi sindacati ‘da lacrime e sangue’ molte realtà scolastiche cariche di iscritti subiranno ulteriori difficoltà sul piano della funzionalità interna: classi affollate, organico ridotto, spazi inadeguati.

In effetti il diritto allo studio passa attraverso il rispetto di parametri precisi stabiliti dalla normativa vigente, ma che secondo questa finanziaria e per l’Ufficio Scolastico Provinciale non possono essere rispettati. Ci chiediamo come possano 28 bambini essere inseriti in classi idonee ad accoglierne al massimo 25 e come può lavorare un’insegnante, anche la più esperta, con un numero così alto quando la statistica, riferita alla popolazione scolastica in Italia, ci dice che c’è una incidenza del 3-4%(fonte AID) dei disturbi specifici di apprendimento, una percentuale di alunni con cittadinanza non italiana riferita alle Marche del il 4,1%(fonte MIUR a.s. 2005/06), senza considerare l’eventuale disagio sociale di molte famiglie alle prese con problemi familiari. Questi dati sono la realtà e un docente oggettivamente non può essere lasciato solo a far fronte a questa molteplicità di variabili.

Condividiamo la visione del vice-ministro Bastico quando afferma che devono essere individuate le aree di spreco da parte dei Direttori Generali e garantire contestualmente la razionalizzazione della rete scolastica. Paradossalmente anche in riferimento al Comprensivo Senigallia Nord l’amministrazione comunale ha pubblicamente sostenuto con una delibera la classe terza di Cesano con 8 alunni, soppressa dal ministero e dunque in aperta contrapposizione con la linea del governo centrale che la stessa giunta sostiene; diversamente per Cesanella, che è nei parametri di legge per lo sdoppiamento, poco o nulla è stato fatto.

In questo contesto, dove il diritto allo studio sembra irrimediabilmente compromesso per decisioni a parer nostro illogiche e poco rispettose dei bambini, non vogliamo difendere le istanze di un singolo plesso ma di tutte quelle realtà a livello provinciale e regionale che si vedono penalizzate per scelte personalistiche che non sono a vantaggio della collettività. In tal senso chiediamo ai dirigenti scolastici e agli amministratori comunali di sostenere le realtà che hanno veramente bisogno e non solo quelle che per sopravvivere devono ricorrere al trasferimento di iscritti provenienti da altri plessi.

Se non verranno rispettate le indicazioni, già contenuti nella circolare ministeriale n. 51/06, che nei fatti conferma la normativa vigente, molti bambini si vedranno iscritti in classi da 28-29 alunni, un numero che richiederebbe lo sdoppiamento secondo la legge 331/98 ma che non può essere attuata per mere ragioni numeriche. Come genitori e cittadini non possiamo assistere impassibili a provvedimenti di questo tipo e chiediamo che vengano accolte le richieste che realmente necessitano di una soluzione guardando alle varie realtà con spirito di equità e giustizia, senza cadere in un egualitarismo esasperato (o tutti o nessuno).


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 luglio 2007 - 2036 letture