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Turismo: è ancora polemica

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E’ d’obbligo per la Confesercenti rispondere alle esternazioni dell’amico Rebecchini in merito al nostro articolo. Primariamente gli consigliamo di leggere bene l’articolo e impostare la sua risposta sul concreto e non su quello che pensa gli volessimo dire, ma si sa, la lingua batte dove il dente duole.

da Paolo Luzi Crivellini e Claudio Albonetti
Confeserecenti provinciale

La Confesercenti non è stata critica con lui su presenze e arrivi perché questi dati al turismo servono solo per poter compilare statistiche con qualche segno più o meno e far dire a qualcuno sono stato più bravo. Ma caro assessore, nell’ambito turistico essere bravo vuol dire valorizzare al massimo una città, svilupparla, farla crescere perché sia appetibile a coloro che vi si debbono recare in cerca di benessere, serenità e svago. Noi stavamo dicendo nel nostro articolo che questi requisiti Senigallia li sta perseguendo e spesso li ha raggiunti. Questo era il senso del nostro riferimento ai lavori pubblici.

Caro assessore, volevamo dire che ricercare eventi è importante, ma se la città prosegue sulla strada intrapresa, potrà promuovere se stessa valorizzando non l’evento di una sera ma le sue potenzialità complessive cosicché i turisti possano venire non solo per un fine settimana ma in maniera più continuativa perché la città è bella. Cosa intendiamo per bella? Vivibilità, mare e spiagge pulite, acqua corrente potabile, questo per noi è l’evento.

Quando parla di cateraduno, jamboree ecc.. noi le veniamo dietro ma queste cose possono averle anche le altre città, noi dobbiamo valorizzare quello che abbiamo in più, andare oltre l’occasionale. E quando si chiedono contributi economici agli imprenditori turistici per la realizzazione delle manifestazioni, pensiamo che, ad essere bravi, bisognerebbe riuscire a farle organizzare a loro spese ai privati professionisti del settore dello spettacolo.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 luglio 2007 - 2799 letture