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Paradisi: antenne, una brutta pagina di storia cittadina

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L’approvazione della delibera sui nuovi impianti di telefonia mobile nelle aree protette delle Saline e della Cesanella è un atto grave di cui l’assessore Ceresoni e la maggioranza consiliare dovranno rispondere per ora moralmente e politicamente.

da Roberto Paradisi
consigliere comunale Liberi Per Senigallia

L’assessore Ceresoni, che si è presentato in consiglio con l’aria del maestrino dalla penna rossa, ha dimostrato come sia possibile, per conservare un posto in Giunta, passare senza pudore dalle demagogiche battaglie ambientaliste alla violazione ed elusione di leggi poste a tutela della salute pubblica. Tutto questo pur di piazzare due impianti di telefonia mobile all’interno di un’area adibita ad impianto sportivo (quella delle Saline) ed una adibita a parco verde (quella della Cesanella).

Due aree protette dalla legge regionale 25 del 2001che espressamente vieta l’installazione di impianti per telefonia mobile, tra gli altri, su parchi gioco, aree verdi attrezzate, parchi pubblici, impianti sportivi. Alle puntuali osservazioni e accuse politiche da parte del sottoscritto, non avendo uno straccio di seria argomentazione, l’assessore Ceresoni con metodi che si commentano da sé, non ha trovato di meglio che lanciarsi in contumelie personali che qualificano solo chi le ha proferite. Di fronte ai cittadini presenti in aula, ai quali il presidente Silvano Paradisi, con metodi da commissario politico da vecchia Unione Sovietica, ha intimato di non applaudire l’opposizione (nella nostra città è consentito ai no global interrompere violentemente una seduta del consiglio comunale ma non a dei pacifici ed educati cittadini di assentire e dissentire con un democratico e innocuo applauso!), l’assessore Ceresoni ha dimostrato tutta la sua arroganza.

Ha mentito più volte, prima assicurando che i cittadini erano d’accordo con le sue proposte (e infatti l’assessore è riuscito a riempire un’aula consiliare di senigalliesi che lo manderebbero volentieri a casa), poi insinuando deboli bugie sulle precedenti posizioni politiche assunte dal sottoscritto. Un comportamento, più che da assessore di un Comune importante, da scolaretto indispettito. E’ stata una brutta pagina per questa città, con il consigliere di Rifondazione Mancini che ha allegramente ammesso di non voler rispettare una legge regionale ritenuta “non appropriata”. Scontato il voto della maggioranza che si è chiusa a riccio a difesa dell’indifendibile assessore.

Le urla “buffoni buffoni” lanciate dal pubblico che la lasciato l’aula deluso e amareggiato sono le urla di cittadini stanchi delle prevaricazioni di questa Giunta. A quei cittadini, l’opposizione darà ancora voce.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 luglio 2007 - 5012 letture