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S. Rocco gremito per l’incontro con la scrittrice Dacia Maraini

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Venerdì 13 luglio Auditorium S. Rocco gremito e presenza della RAI 3 regionale per sottolineare l’importanza dell’incontro e del concerto monografico dedicato alla famosa scrittrice Dacia Maraini.

da Associazione Musica Antica e Contemporanea

L’Associazione Musica Antica e Contemporanea, in collaborazione con il Comune di Senigallia e l’Assessorato alla Cultura, venerdì 13 luglio ha invitato ancora una volta un personaggio celebre nel secondo appuntamento “poesia contemporanea in musica” del Musica Nuova Festival giunto alla XVI edizione.

L’incontro con la scrittrice è stato entusiasmante, si è parlato della Sua conoscenza con Moravia e Pasolini, del rapporto con la musica e del Suo modo di scrivere; il libro da cui i dieci compositori (Fabrizio De Rossi Re, Bernardino Beggio, Mauro Porro, Stefano Pelagatti, Paola Ciarlantini, David Macculi, Barbara Magnoni, Andrea Talmelli, Roberta Silvestrini, Tiziano Bedetti) hanno tratto ispirazione per i loro brani in prima esecuzione assoluta è “Se amando troppo” – Rizzoli Editore, è l’antologia di poesie edite e inedite di Dacia Maraini che verrà presentata in pubblico e su cui i dieci compositori hanno tratto ispirazione per i comporre i brani dedicati alla Maraini. Il libro contiene più di trent’anni in versi ordinati non cronologicamente ma per temi. Ne risulta il ritratto fedele e immaginario di una scrittrice che con passo svelto e sapiente attraversa i vasti territori del vivere: l’amore, le donne, gli uomini, il padre, il teatro, la scrittura, l’eros, la maternità, il cibo, il viaggio, gli animali, il mondo domestico.

“Nate come brevi coaguli di pensieri”, queste poesie raccontano infinite storie di esistenze ordinarie e straordinarie che per un particolare colpiscono inevitabilmente la nostra fantasia. Così il taglio tematico vuole avere un sapore gioioso, introducendo quel refolo di ironia che è la lente più credibile attraverso la quale osservare se stessi e il mondo. E c’è un particolare tra gli altri che resta impresso nella memoria del lettore non solo delle poesie della Maraini, ma di tutta la sua opera, legato all’ossessivo ritorno del tema del viaggio, a questa regina ambigua delle metafore letterarie: le scarpe, sandali o scarponcini che siano, divengono le immagini più quotidiane e familiari del cambiamento e dell’incessante ricerca di qualcos’altro. “Il viaggio mi è amico. Un amico che conosco da quando ero bambina”, scrive Dacia Maraini, “la condizione primaria dell’essere umano, il segno di un’inquietudine che ci allontana dall’occhio guardingo degli dei”, e così, parola dopo parola, passo dopo passo, l’autrice costruisce queste sue poesie narrative e musicali, variando sulla forma limpida e ritmica del racconto in versi.
Ad eseguire le opere dedicate a Dacia Maraini è stato l’ensemble strumentale composto da Mauro Pierfederici – voce recitante, Andrea Ceccomori – flauto, Maurizio Barbetti – viola, Paolo Zannini – pianoforte.



Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 luglio 2007 - 3194 letture