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Ostra Vetere: il sindaco Bello interviene sul piano sanitario regionale

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"C’è il concreto e possibile rischio che la struttura ospedaliera di Senigallia venga depotenziata ulteriormente alla luce delle linee della proposta di nuovo Piano sanitario regionale, mettendo così a rischio ancora una volta i servizi che vengono erogati nel territorio della Valle del Misa e del Nevola. E questo è inaccettabile se si pensa che questa parte del territorio provinciale ha già pagato, negli ultimi quindici anni, un prezzo altissimo nella riorganizzazione sanitaria regionale”.

A parlare è Massimo Bello, Sindaco di Ostra Vetere e Consigliere provinciale di Ancona, a proposito del nuovo Piano sanitario regionale messo a punto dalla Giunta regionale delle Marche e che il Consiglio regionale vuole approvare in tempi record entro la fine di luglio:

“Un’accelerazione incomprensibile e fuori da ogni logica - aggiunge il Consigliere provinciale -e che va contro il buon senso, se si considera che un atto fondamentale ed importante come il Piano sanitario riguarda tutta la comunità in tutti i suoi aspetti di vita quotidiana e non soltanto le solite logiche di potere e di gestione politica di un territorio”.

“Questa proposta di Piano sanitario – prosegue Bello -vuole incidere ancora una volta sulla gestione e sulla concentrazione dei poteri decisionali nelle mani di pochi e, soprattutto, lasciando fuori e ridurre ai minimi termini l’apporto ed il contributo delle realtà territoriali. Nella zona territoriale n. 4, un territorio che da Senigallia si estende fino ad Arcevia, le strutture ed i servizi sanitari sono importanti per una comunità composta da decine di migliaia di persone, che quotidianamente abbisognano di risposte e di interventi. Non si può pensare di riorganizzare la sanità senza tenere in considerazione questi aspetti e soffermarsi solamente sugli aspetti gestionali ed aziendali. I cittadini di questo territorio non meritano altri sacrifici”.

“Voler depotenziare ancor di più le strutture sanitarie di questo territorio, voler eliminare qualsiasi potere d’intervento da parte delle istituzioni locali nella sanità del territorio– prosegue ancora l’esponente di An - significa solamente distruggere e non voler garantire quei servizi sanitari, di cui la comunità necessita. Sarebbe stato meglio che la proposta contenesse un ruolo più attivo delle realtà locali ed una attenzione particolare ai servizi, e non alle solite logiche di potere e di abbattimento di un deficit sanitario, che è l’unica ragione di questa ennesima riorganizzazione sanitaria”.

“E’ inaccettabile che uno strumento programmatorio così importante– rimarca ancora Bello - stia per essere licenziato senza una vera e seria analisi del Piano stesso da parte di tutti i soggetti interessati in tempi utili e consoni all’importanza del provvedimento, e che il dibattito ed il confronto sulle nuove norme della sanità regionale sia frettoloso e sintetico”.

“E’ opportuno, quindi, che la Conferenza dei Sindaci del nostro territorio prenda una posizione netta e di decisa contrarietà alla logica ragionieristica con cui è stato delineato questo nuovo Piano sanitario e chieda il rinvio dell’approvazione quantomeno a settembre>”.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 luglio 2007 - 2079 letture