culture migranti: Alexandra, mi sento cambiata tantissimo

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Dopo una laurea in lingue e letterature straniera, Alexandra decide di proseguire gli studi in Italia. Il primo anno è stato un po’ disorientante, ma presto si è trovata bene. Ora a pochi esami dalla laurea il suo più grande desiderio è sentirsi realizzata a livello di studio, professionale e umano.

di Giulia Angeletti


Alexandra aveva 22 anni, una laurea in mano, e molte prospettive davanti: avrebbe potuto lavorare in Russia, continuare in Bielorussia con un dottorato di ricerca, oppure andare a studiare in un paese straniero. Lei ha scelto l’ultima: “Mi sono detta, o lo faccio ora o non lo faccio più”.

Avevo un po’ la fissa di andare a studiare all’estero. Poi molti miei amici erano già stati da qualche parte, alcuni in Iranda, in Germania, e qualcuno negli Stati Uniti”.
Avendo studiato lingua e letteratura italiana, la scelta dell’Italia come meta concreta è stata quasi ovvia.

In Bielorussia la situazione è abbastanza tranquilla con i suoi alti e bassi, anche se è da valutare bene il rapporto Bielorussia-Russia, quello tra Bielorussia e Europa, e il retaggio di Cernobil”. Alexandra viveva nella capitale Minsk, dove torna più o meno due volte all’anno.

Dopo aver deciso di partire per l’Italia ha fatto un giro virtuale su internet tra le università italiane per vedere quella più adatta a lei. Alla fine ha deciso per Urbino: “mi è piaciuta subito, è una città non troppo grande, una specie di campus universitario”.
Si è quindi trasferita a Senigallia, dove era già stata in vacanza, e dove aveva alcuni amici.

Il primo anno è stato un po’ confuso, immaginavo qualcosa di diverso, nell’impostazione dei corsi, e nella didattica. Poi è stato un po’ difficile il fatto di stare fuori casa, è una grossa responsabilità. In questi tre anni sento di essere cambiata tantissimo,al di la della formazione scolastica”.
Ora le mancano pochi esami per finire la triennale in scienze della comunicazione, e si reca ad Urbino solo per dare gli esami. “Urbino ha iniziato a starmi un po’ stretta”.
Intanto sta facendo due part-time e ha in ballo un piccolo progetto di traduzione.

All’inizio qualcuno mi considerava timida, ma in realtà il nostro modo di rapportarci con le persone è pacato e tranquillo.Comunque non mi sono mai trovata male, in fondo la Bielorussia è un normale paese europeo, e io li abitavo nella capitale, quindi già Senigallia per me è molto più tranquilla”.

Per il futuro Alexandra preferisce non progettare troppe cose. Sta pensando ad un master ben mirato, visto che gli sbocchi professionali ce ne sono parecchi.
La cosa che vorrei è essere realizzata a livello di studio, professionale, ma soprattutto umano”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 luglio 2007 - 12486 letture

In questo articolo si parla di immigrati, senigallia multietnica, giulia angeletti

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