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Paradisi: l'estate della Papa è un caffè, quattro botti e due saltimbanchi

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La montagna di parole, progetti e aspettative indotte ha partorito il “topolino” di una estate senza eventi, senza anima e senza logica.

da Roberto Paradisi
Liberi Per Senigallia

L’assessorato di Velia Papa, mai come oggi, è a un bivio: continuare a proporre il nulla, dimostrando totale incapacità politica e programmatica, o tornare in buon ordine alle attività teatrali fuori città. Sarebbe il caso che l’assessore lasciasse l’incarico ritagliato per lei dal sindaco Angeloni con risultati mediocri che sono sotto gli occhi di tutti. La Papa ha spacciato, fino ad oggi, della “paccottiglia” per eventi culturali, come se consiglieri comunali e cittadini fossero tutti beoti da colonizzare. Non solo. Ora nei suoi “progetti”, mai condivisi in consiglio comunale, regna l’improvvisazione, la modestia, l’assenza di un’anima per l’estate senigalliese.

A cominciare dalla stucchevole mostra del caffè per la Rotonda a Mare, relegata ad un sarcofago galleggiante. Ma con un pizzico di caffeina. Dopo l’acqua e le caffettiere, il prossimo anno arriverà l’esposizione universale della camomilla. E buona notte. Più che la valorizzazione del simbolo del turismo, il programma della Papa ne rappresenta il “requiem”. Rovinosa poi l’idea bislacca di far pagare l’ingresso alla Rotonda: se vi era l’esigenza di colmare le casse vuote per l’emorragia di fondi divorati dalla società Forma, bastava chiudere i rubinetti, non vessare ulteriormente i cittadini e i turisti. Peraltro questa scelta, mai troppo contestata, penalizza i giovani per i quali due euro e mezzo per ogni ingresso non rappresentano certo una cifra “simbolica”. Se si parte dal presupposto che la Rotonda è un bene collettivo e che appartiene alla città e ai senigalliesi, non si comprende come si possa chiedere un ticket di ingresso per visionare una moka.

Tralasciamo saltimbanchi, i soliti botti d’artifcio e le illiberali disposizioni sul divieto per i bagnini di organizzare più di due feste durante l’estate (ma con quale logica?). Se si vuole creare un evento, lasciando un impronta e disegnando un’anima per l’estate senigalliese, occorre puntare su una rassegna omogenea e caratterizzante (pensiamo ad Umbria Jazz a Perugia, al festival della canzone di Piombino, al festival di Fano curato da Franco Battiato…) capace, negli anni, di trasformare Senigallia in un punto di ritrovo e di riferimento. Altro che mangiafuoco, caffè alla Rotonda e camomilla a pioggia. Quando ci liberemo da questo provincialismo?


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 luglio 2007 - 5698 letture