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Ostra Vetere: proteste contro la nuova raccolta differenziata

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Lettera di protesta, inviata al Cir33, al sindaco Massimo Bello e al presidente della Provincia Patrizia Casagranda in merito al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti.

da David Fiacchini

In merito alla nuova modalità di raccolta dei rifiuti solidi urbani attivata dal CIR 33 in alcuni comuni della Provincia di Ancona, tra i quali Ostra Vetere, desidero esporre alcune considerazioni-domande. In particolare:

1. come mai nelle aree di campagna dei Comuni dove è stato avviato questo servizio, i cassonetti stradali per l’indifferenziato sono rimasti negli stessi punti di prima (es: Ostra Vetere: via Brancasecca, via Cona, via Pancaldo, ecc.) ? Di fatto è cambiato solo il colore (grigio chiaro) e il materiale (plastica)… non conveniva, anche dal punto di vista economico, lasciare i vecchi contenitori di metallo?

2. buttando l’occhio (e…. il naso!) all’interno dei contenitori per l’indifferenziato, ho notato gli stessi comportamenti tutt’altro che virtuosi da parte – molto probabilmente – delle stesse persone di sempre (ben note, nel caso di Ostra Vetere, anche all’Amministrazione comunale). Oltre a conferire rifiuti differenziabili o, addirittura, rifiuti speciali (in quanto scarti di attività produttive/commerciali) all’interno dei cassonetti stradali, molti rifiuti vengono abbandonati a terra. Quali sono i soggetti deputati al controllo e alla sanzione? Da quando è partito il nuovo sistema di raccolta, risulta alle SS.LL. l’effettiva irrogazione di sanzioni?

3. viene eseguito (e, in caso affermativo, da chi) un controllo circa il corretto conferimento dei materiali differenziabili nei rispettivi contenitori, prima che gli stessi vengano svuotati dai mezzi della ditta incaricata? Ad esempio: nel caso in cui nel contenitore della carta risulta essere presente materiale estraneo, che fine fa la partita da avviare al riciclaggio? Finisce in discarica o viene fatta un’ulteriore selezione a valle?

4. negli incontri aperti al pubblico svolti dal personale del CIR 33 nel 2006 e nel corrente anno, è stato ricordato che una parte della nuova “tariffa” sarà calcolata in base al quantitativo di rifiuti indifferenziati che ciascuna famiglia produrrà (ovvero in base al n° di “esposizioni” del contenitore per il rifiuto indifferenziato). Nelle situazioni in cui la famiglia non è stata dotata dello specifico contenitore “personale” per il rifiuto indifferenziato, essendo presenti i tradizionali cassonetti stradali, come verrà calcolata la predetta porzione di tariffa? Se l’obiettivo della Pubblica Amministrazione è quello di ridurre la percentuale del rifiuto indifferenziato e, contemporaneamente, di invitare i cittadini ad effettuare correttamente (e sottolineo correttamente) la raccolta differenziata, incrementando i conferimenti di materiali riciclabili, credo debba essere fatto un ulteriore sforzo e, sulla base di esempi più che positivi di consorzi e comuni italiani molto più all’avanguardia di noi sul tema del riciclaggio, il nuovo sistema di raccolta dovrebbe essere ulteriormente migliorato con piccoli e grandi accorgimenti.

Come già fatto notare (dal sottoscritto, ma anche da altri cittadini) in occasione degli incontri divulgativi meritoriamente organizzati dal CIR33, si otterrebbe una svolta “storica” nella gestione dei rifiuti passando alla raccolta porta-a-porta dovunque tecnicamente ed economicamente fattibile/possibile, e dotando ogni famiglia di un set di contenitori personali per i vari materiali da differenziare e per l’indifferenziato. La vera rivoluzione, in questo caso, è il calcolo della parte specifica della tariffa che si basa non sull’indifferenziato, ma sul quantitativo di materiale annualmente raccolto dalla famiglia in modo differenziato: per la serie, più differenzi, meno paghi di tariffa-rifiuti.

Questo sistema, dove è stato applicato, ha portato da subito a risultati superiori alle aspettative, limitando i conferimenti in discarica a quantità irrisorie di rifiuti indifferenziati (che vengono ulteriormente ridotti con attraverso uno specifico trattamento meccanico a freddo). Un sistema che, dunque, produce non solo effetti positivi in termini economici (per le famiglie e per le Amministrazioni comunali), anche ambientali e sociali (minor utilizzo di discariche, chiusura degli inceneritori-termovalorizzatori, rapporti più sereni e tranquilli tra cittadini e amministratori).

Ogni sforzo che va in direzione opposta al sistema del “porta-a-porta spinto” favorisce la “lobbies” delle discariche e degli inceneritoristi. Desidererei avere un Loro parere su quanto evidenziato nella presente, ringraziando anticipatamente per l’attenzione prestata, la disponibilità e la cortesia.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 giugno 2007 - 3393 letture