culture migranti: Omar, più le figlie crescono e più aumentano i problemi

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Scavatore e autista, Omar viene dal Marocco, e da li fa arrivare nel corso degli anni la moglie e le quattro figlie. Ora, trovato un lavoro fisso a Senigallia, il problema è la casa, che non è a norma e che il proprietario non si preoccupa di sistemare. Un altro problema è seguire la crescita delle figlie.

di Giulia Angeletti


Omar viene da Fes, in Marocco, città cosmopolita famosa per il suo festival delle musiche sacre, che si svolge ogni anno proprio in questo periodo. Da qui un suo amico lo convince a venire in Italia per lavorare ad Urbino. Omar parte così da solo, lasciandosi alle spalle la famiglia.

A Urbino lavora un anno come scavatore di metano, ma presto il lavoro risulta non sufficiente, e pensa di trasferirsi altrove. Allora un altro suo amico gli consiglia di venire a Senigallia, dove ci sono alcune cooperative gestite da immigrati. Così nel 1999 Omar arriva a Senigallia.

Nella nostra cittadina Omar lavora in prova per una settimana per una di queste cooperative che si occupano di tagliare erba per il comune e altri lavoretti. Poi però, visto che la paga non era molto buona, decide di trovarsi un altro impiego. Dopo una visita all’ufficio di collocamento, trova lavoro presso una ditta di Ostra, che lavorava con l’Edra costruzioni.
È grazie a questo lavoro che nel 2001 riesce a far domanda per far entrare in Italia la moglie.

Il lavoro però è legato a delle gare che si svolgono ogni due anni, e si tratta di conseguenza di cambiare lavoro praticamente ogni due anni. Omar decide quindi di trovarsi un lavoro fisso, e lo trova senza tanti problemi alla Comar, dove fa scarichi, carichi, spiega ai clienti la funzione delle macchine ed è “mezzo meccanico”.
Nel 2002 infine entrano in Italia anche le quattro figlie, e nasce un nuovo bambino . Anche se Omar ha un lavoro fisso, i problemi finanziari non mancano, visto anche la sua famiglia numerosa. “Col passare del tempo, i figli crescono, e le spese da sostenere sono sempre di più. Una volta è arrivata una bolletta del gas da 700 euro, allora sono andato al comune per chiedere un aiuto. Un mese dopo mi dicono di ripresentarmi, e mi spiegano che non ci sono soldi.”

Un altro problema urgente è la <>Bcasa. 56 mq, e ci vivono in sei. Omar ha chiesto alla asl di effettuare dei controlli, e in effetti è stato certificato che la casa ha dei problemi, e che andrebbero fatte delle ristrutturazioni. Ma il proprietario non vuol saperne di sistemarla.
Per non far dire niente a Omar, il proprietario è arrivato a far scendere l’affitto da 450 euro, a 350 euro, ma ciò ha significato rifare il contratto che da 4 anni, si è ridotto ad 1, e alla fine di quest’anno il proprietario lo vuole sfrattare.

Omar ha portato tutti i documenti dell’asl al comune per vedere cosa si possa fare, e il comune gli ha dato un avvocato, senza però dargli nessun aiuto finanziario. Ora la causa è ferma. “La verità è che al comune non gliene frega niente” afferma.

Un'altra preoccupazione di Omar sono le figlie. Quelle che sono arrivate in Italia già grandi hanno avuto più problemi: una ragazza è andata quasi subito a lavorare, mentre un’altra che ha preso il diploma di parrucchiera in Marocco, è disoccupata. Le altre due ragazze invece frequentano una la scuola media, e l’altra l’istituto alberghiero.
Come crescono le figlie, crescono anche i problemi”, ci dice sconsolato Omar.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 giugno 2007 - 11616 letture

In questo articolo si parla di immigrati, senigallia multietnica, casa, giulia angeletti

Leggi gli altri articoli della rubrica culture migranti


Anonimo

14 giugno, 09:39
La VIVEREIMMIBILIARE potrebbe aiutare in casi come questi?<br />
<br />
--Sfrattatato