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I Modena City Ramblers tornano sul palco del Mamamia

12' di lettura
1973
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I Modena City Ramblers ritornano sabato 2 giugno sul palco del festival mamamiaEstate’07 per l’unica data nella regione. (inizio concerto ore 22.30, 13 euro)

da Mamamia Alternative Music Club
I Modena City Ramblers nascono nel 1991 come gruppo di folk irlandese, innamorati della musica e delle tradizioni dell’isola di Smeraldo. Dopo lo storico demotape COMBAT FOLK (MCR, 1993), nel 1994 esce per l’indipendente romana Helter Skelter il primo album, RIPORTANDO TUTTO A CASA. E' un disco con cui i Ramblers rivendicano la loro identità meticcia, fatta di Irlanda ed Emilia, dei racconti sulla Resistenza e degli anni Settanta, di viaggi e di lotte. L'album funziona e in pochi mesi, stringono rapporti con un management (Mescal) e una major discografica (PolyGram). Il disco viene quindi ripubblicato nello stesso anno dalla Blackout/Mercury. Nel 1996 arriva nei negozi un secondo lavoro, LA GRANDE FAMIGLIA (Black Out/ Mercury). Il suono comincia a cambiare e il folk (fin dall'inizio suonato con attitudine punk) a indurirsi, contaminandosi col rock.

E’ dell’estate di quell’anno l’apprezzato tour realizzato in compagnia del folletto Paolo Rossi, in un inedito connubio tra musica, satira e comicità resistente. Terzo capitolo discografico nel 1997: esce TERRA E LIBERTA’ (Black Out/ Mercury), fortemente influenzato dai viaggi nel continente latino-americano e dalla lettura dei suoi scrittori, alcuni dei quali diventano interlocutori e amici del gruppo (Luis Sepúlveda, Daniel Chavarria, Paco Ignacio Taibo II). Il combat folk si arricchisce di suggestioni letterarie e suoni più elettrici, allarga gli orizzonti senza perdere la sua identità, diventa patchanka celtica.

Nel frattempo cresce il consenso intorno al gruppo come live-band. I Modena City Ramblers saltano, suonano forte, si divertono e fanno divertire: riempiono i locali e le piazze di tutta Italia e attirano più pubblico dei tour di molti artisti blasonati. Nel 1998, dopo tre dischi e cinquecento concerti, i Modena City tornano alle origini: realizzano RACCOLTI (Black Out/ Mercury), album dal vivo registrato in un pub irlandese d'Emilia, completamente acustico e con un pubblico composto da pochi amici.

Dopo un prestigioso tour nei teatri, il gruppo si reca in Irlanda per la pre-produzione di un nuovo album di studio, FUORI CAMPO (Black Out/ Universal), ultimato come i precedenti all’Esagono di Rubiera (RE) e pubblicato nel 1999, con il nuovo marchio Universal che si sostituisce al vecchio PolyGram. Il disco fotografa la vicenda artistica del gruppo nella sua completezza: nelle canzoni convivono l’amore per l’Irlanda e i suoni del folk irlandese degli esordi, le suggestioni africane e balcaniche, il recupero della tradizione popolare italiana e la nuova ricerca espressiva più “contaminata”. Poco dopo viene pubblicata la prima vera biografia dei Ramblers, Combat Folk: l’Italia ai tempi dei Modena City Ramblers, scritta da Paolo Ferrari e Paolo Verri (Giunti editore).

Con l’uscita di FUORI CAMPO la band ritorna ad una intensa attività live. Dalle piazze italiane ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna, dall’Albania con esibizioni solidali al Sudafrica attraverso importanti festival, i Modena City Ramblers macinano chilometri, impegni ed esperienze e definiscono la loro vocazione meticcia proponendosi come fenomeno non solo italiano. FUORI CAMPO viene pubblicato anche in Giappone, per la locale consociata Universal. Divergenze artistiche e scelte personali portano intanto due componenti storici della band, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, all’abbandono. I rimanenti membri, assieme al loro produttore Kaba Cavazzuti, da sempre dietro alla consolle per i dischi del gruppo ed ora integrato nella formazione, continuano con i concerti e iniziano a lavorare sul materiale per un futuro disco. Nel contempo, il cantante Cisco Bellotti realizza con Kaba la produzione dell’album d’esordio di un gruppo da sempre affine ed amico, gli aretini “La Casa del Vento”: 900 esce nel febbraio 2001 per l’etichetta Mescal.

Dopo un’importante e da tempo desiderata tournée “resistente” realizzata assieme ai Gang col nome di “Gang City Ramblers” ed una intensa serie di concerti estivi, i M.C.R. vanno in quel di Napoli per intraprendere le registrazioni del nuovo album. Per la prima volta, la regia viene affidata ad un produttore esterno: Enzo “Soulfingers” Rizzo, scelto per i lavori fatti, tra gli altri, con i Mano Negra, Les Negresses Vertes e Manu Chao. RADIO REBELDE esce nel febbraio 2002 per la Blackout/Universal e si presenta come il risultato di un’evoluzione della patchanka celtica in cui il punk, l’elettronica, il dub, il reggae, i ritmi africani, latini e balcanici sono ormai innestati nella originaria componente folk e popolare in maniera del tutto personale e innovativa, definendo un nuovo “Ramblers-style”. Accanto all’attività live ed in sala d’incisione, sulla scia dell’esperienza produttiva di Cisco con “La Casa del Vento”, il gruppo inaugura anche una propria etichetta di produzione discografica: la Modena City Records. Il marchio vuole proporsi come veicolo per le produzioni artistiche ed i progetti paralleli. Il primo titolo pubblicato dalla MCRecords nel febbraio del 2002 è PAZIENZA SANTA dei “Paulem”, folk band dell’appennino modenese.

La tournée di RADIO REBELDE dura un anno e mezzo: i Ramblers sono senza dubbio una delle più importanti realtà live. Il vecchio compagno Giovanni Rubbiani si riunisce temporaneamente per uno spezzone del tour invernale che precede il viaggio in Chiapas e Guatemala dell’inizio 2003. Nella formazione è nel frattempo entrato Luca Giacometti, soprannominato per le sue origini genovesi “Gabibbo”, esperto di plettri e cultura irlandese. Nel giugno 2003, viene pubblicato il mini-cd MODENA CITY REMIX (Black Out/ Mercury), un progetto per i dancefloor con remix di artisti e dj particolarmente apprezzati per il loro stile dai Ramblers, tra gli altri i britannici Transglobal Underground e i Feel Good Productions. Sul finire dell’anno comincia anche la collaborazione tra i Modena City Ramblers e la Coop, che li sceglie quali testimonial per la sua campagna di solidarietà internazionale “Acqua per la Pace”. In esclusiva per i supermercati della cooperativa, nel dicembre 2003 viene pubblicato il mini-cd GOCCE, i cui proventi vanno a finanziare i progetti sostenuti dalla campagna.

¡VIVA LA VIDA, MUERA LA MUERTE! viene pubblicato nel gennaio 2004, sempre per la Blackout-Mercury/Universal. I temi e le sonorità di RADIO REBELDE trovano qui ulteriore sviluppo e maturazione, grazie all’attenta e creativa produzione di Max Casacci, alla cabina di regia nelle registrazioni del disco, protrattesi per tutto l’autunno 2003 tra Rubiera (un ritorno allo studio Esagono) e Città di Castello. I Ramblers riprendono quindi i concerti con il nuovo tour che vede la band confermarsi in oltre cento date in Italia e proporsi in prestigiosi club e festivals europei. Nel 2004 viene pubblicato anche il primo DVD ufficiale dei Modena City Ramblers: “CLAN BANLIEUE: 1992-2004, la Grande Famiglia in Movimento” (Universal/ Black Out). Il DVD viene accolto benissimo dal pubblico e sale ai primi posti nelle vendite italiane di questo tipo di supporto.

Già alla fine dell’anno, e a tour appena concluso, i Ramblers si rimettono all’opera su di un progetto discografico: l’idea è quella di lavorare a un “corpus” di canzoni, tra alcune del repertorio della band e altre appartenenti ad autori diversi, che siano accomunate dal loro essere legate o ispirate al periodo della Seconda Guerra Mondiale e della Lotta di Resistenza. La produzione del disco, seguita direttamente dai Ramblers, si svolge nei primi mesi del 2005, ancora una volta presso lo studio Esagono di Rubiera e vede, tra le tantissime collaborazioni di prestigio, i MCR impegnati al fianco di: Francesco Guccini nella rilettura della sua “Auschwitz”, Moni Ovadia nella canzone di Italo Calvino “Oltre il ponte”, Piero Pelù ne “La guerra di Piero” di Fabrizio de Andrè, Goran Bregovic e la Wedding and Funeral Band in “Bella ciao” e il britannico Billy Bragg in “All you fascists”, scritta da Woody Guthrie. Durante due pause delle sessions di registrazione, i Ramblers trovano il tempo per due importanti viaggi e concerti all’estero: in Polonia, ad Auschwitz, al seguito dei “Treni della Memoria” organizzati dalle scuole italiane, e in Palestina, dove la collaborazione come testimonial di “Acqua per la Pace” con Coop permette al gruppo di inaugurare una cisterna dell’acqua presso un villaggio palestinese, realizzata grazie all’intero ricavato delle vendite di “GOCCE”, nonché di una piccola parte di “¡VIVA LA VIDA!” e del tour seguente.

Mentre quest’ultimo cd diventa disco d’oro, superando le quarantamila copie vendute, “APPUNTI PARTIGIANI” (Mescal) viene ultimato per essere pubblicato nell’aprile 2005, in coincidenza con il sessantesimo anniversario della Liberazione. Il disco è il primo nella storia dei Ramblers ad essere pubblicato dalla Mescal, fino a questo momento management e booking agency del gruppo, seppure con distribuzione Universal. Come già i precedenti due cd, “RADIO REBELDE” e “¡VIVA LA VIDA!”, l’album arriva nella Top Ten italiana di vendite discografiche, diventa disco d’oro e si accompagna ad un ennesimo tour che porta la band in giro per l’Italia . Nel frattempo, la canzone “Ebano”, contenuta nel precedente album, vince il prestigioso premio “Amnesty – Voci per la libertà”, come esempio di brano impegnato nell’ambito delle tematiche dei diritti umani. Nel novembre 2005, in un momento di pausa nell’attività del gruppo, arriva la notizia dell’abbandono del cantante Stefano “Cisco” Bellotti.

Dopo quattordici anni di concerti, dischi, viaggi e incredibili soddisfazioni, Cisco compie una scelta che, come in precedenza per altri “abbandoni”, è figlia soprattutto di esigenze personali ed è compiuta con grande serenità e senza dissapori. Il gruppo decide di mettersi subito al lavoro per tornare al più presto a suonare dal vivo e per cominciare a preparare un nuovo disco. Per il ruolo canoro si decide di tornare, dopo tanti anni, ad una originale formazione con doppio vocalist, come agli inizi. I nuovi elementi provengono direttamente dalla cerchia di amici e compagni di strada dei Ramblers: il sassolese Davide “Dudu” Morandi, cantante dei “Mocogno Rovers”, fin dagli esordi dei Ramblers amico e ospite alla voce in varie occasioni (compare anche nella copertina di “GRANDE FAMIGLIA”) e prima presenza femminile stabile nel gruppo, della cantante e attrice correggese Betty Vezzani, già impegnata sia in varie collaborazioni musicali di matrice folk e rock - tra le altre lo spettacolo “Le Ceneri di Gramsci”, scritto da Pier Paolo Pasolini e musicato da Giovanna Marini - che sul set, con Guido Chiesa, nel film-documentario “Partigiani”.

A marzo 2006 i Ramblers riprendono i concerti, dapprima nei club, poi nelle piazze italiane. Tra gli eventi più prestigiosi, l’ennesima apparizione sul palco del concertone romano del 1° Maggio, dove, probabilmente per l’ultima volta (e dopo non averla eseguita per molti anni), cantano “Contessa” di P. Pietrangeli modificandone alcune strofe. La risposta del pubblico in questo nuovo tour è come sempre calorosa ed entusiasta e, convinti che nonostante l’abbandono di una figura importante quale quella del frontman il gruppo conservi inalterato il legame con i propri fans, i Ramblers iniziano a lavorare al nuovo disco. La preproduzione avviene a Rubiera nel maggio 2006: i Ramblers scelgono di lavorare su un consistente numero di canzoni scritte in gran parte tra la conclusione del tour di APPUNTI PARTIGIANI e l’ultimo mese. Per la produzione artistica del disco la band chiama il noto produttore inglese Peter Walsh, già collaboratore, tra gli altri, di Simple Minds e Peter Gabriel. Le sessions di registrazione si protraggono per il mese di giugno e l’inizio di luglio, quindi un breve tour estivo si frappone alla chiusura delle stesse ed ai mixaggi, che avvengono tra la fine di agosto e la metà del mese di settembre.

Tutto il lavoro viene realizzato presso l’ormai classica “casa” dello studio Esagono di Rubiera (RE). Tra gli ospiti di rilievo che partecipano alle registrazioni, Luca “Rude” Lombardo, rapper bolognese trapiantato a Barcellona, già collaboratore di Manu Chao, Fermin Muguruza e La Kinky Beat, la brass band macedone Original Kocani Orkestar ed il famoso musicista irlandese Terry Woods, membro dei Pogues nonché tra i principali esponenti del folk irlandese dagli anni ‘70 ad oggi. Nonostante la fine dei lavori sul nuovo disco, la band rimane in studio, proprio con Terry Woods, per iniziare le registrazioni di un futuro progetto “internazionale”. Coprodotto dal musicista irlandese, il prossimo capitolo Ramblers - che per il momento ha come titolo “TUNES FROM THE BUNKER” – prevede riletture di classici del repertorio MCR, alcuni dei quali trasposti in inglese, altri in parte “convertiti” allo spagnolo, più la registrazione di alcune nuove canzoni che andranno a comporre un disco pensato e proposto per il mercato straniero. Le sessions di registrazione si prolungano per due settimane e termineranno, dopo un’ulteriore puntata, nel gennaio 2007. “DOPO IL LUNGO INVERNO” (Mescal), verrà pubblicato il 3 Novembre 2006 e dal 1° Dicembre il gruppo partirà con il nuovo tour.

I MODENA CITY RAMBLERS SONO:
Arcangelo “Kaba” Cavazzuti: tastiere, batteria, percussioni, chitarra, cori
Franco D'Aniello: tin whistle, flauto, tromba, cori
Massimo “Ice” Ghiacci: basso, chitarra, cori
Francesco “Fry” Moneti: chitarra, violino, mandolino, cori
Roberto Zeno: batteria, percussioni,tastiere, cori
Luca “Gabibbo” Giacometti: bouzouki, mandolino, banjo, chitarra, cori
Davide “Dudu” Morandi: voce
Betty Vezzani: voce


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 maggio 2007 - 1973 letture