contatore accessi

x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA >

Telecamere al rione Porto

2' di lettura
3265
EV

Telecamere al rione Porto per contrastare il fenomeno il proliferare di risse, liti e comportamenti che travalicano i confini della legalità che vedono come protagonisti gli extracomunitari.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it
Il quartiere con la più alta concentrazioni di stranieri è ancora e costantemente alle prese con i difficili rapporti di convivenza e soprattutto con il rispetto della legalità da parte degli extracomunitari. Se fino a qualche tempo fa il problema dell'integrazione riguardava i rapporti tra i residenti e gli extracomunitari, adesso il fenomeno nuovo che desta preoccupazione è la difficile convivenza fra le varie etnie di stranieri.

Pakistani, magrebini e indiani sembrano essere alle prese con equilibri di convivenza alquanto instabili che troppo spesso degenerato in atti che oltrepassano la soglia della legalità. Prova ne sono i frequenti interventi delle forze dell'ordine alle prese con risse e liti (l'ultima risale a qualche giorno quando tra alcuni extracomunitari è spuntato anche un coltello) e i numerosi controlli da parte delle pattuglie di Polizia e Carabinieri, spesso presenti nel rione Porto.

Un fenomeno che, a diversi anni dalla redazione del progetto “Integrazione e legalità al quartiere Porto”, riporta l'attenzione dell'Amministrazione sui risultati più o meno raggiunti.
In questi anni siamo intervenuti risanando urbanisticamente via Carducci, cuore del rione Porto, divenuta una via in collegamento diretto con il corso II Giugno, e cercando di promuovere l'integrazione fra residenti ed extracomunitari - ricorda l'assessore ai servizi alla persona Fabrizio Volpini - quello che non siamo ancora riusciti ad ottenere è invece un'integrazione piena, anche tra gli stranieri, che avrebbe dovuto evitare fenomeni violenti e di mancato rispetto della legge. Ed è in quest'ultima parte che il progetto va rivisto”.

Il progetto per l'integrazione e la legalità nel rione Porto prevedeva anche l'installazione di telecamere in via Carducci e nelle vie limitrofe. Una previsione che però, durante il primo mandato della Angeloni, divise la maggioranza tra favorevole e contrari.
Sulla possibilità di installare telecamere la maggioranza non era tutta compatta ma alla fine l'ipotesi fu inserita nel progetto - ricorda Volpini - a mio avviso potrebbe essere un buon deterrente contro fenomeno di illegalità o microcriminalità. In altre città italiane le telecamere installate per strada sono state utili anche per identificare chi viola la legge. L'attuale situazione al rione Porto ci impone di riprendere in mano il progetto per quel quartiere, di vedere se è stato applicato correttamente, e se è il caso di rivederlo in alcuni aspetti”.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 maggio 2007 - 3265 letture