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chester: una donna incendia il suo negozio

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La cittadina di Chester é stata teatro, lo scorso 25 maggio, di una storia che sembra uscita direttamente da un film e nella quale si intrecciano giallo, passione e vendetta.

di Isabella Agostinelli
Lei, Janet Crossley, la proprietaria di un negozio di giocattoli, l’ Harlequin Collectibles; lui, Paul Hallet, un uomo del Surrey. I due si sono incontrati in una chat nel novembre del 2005 e dopo alcune settimane passate a conoscersi, Paul ha invitato la donna a mandargli una foto.

La signora Crossley ha deciso cosí di inviargli una foto del suo volto e del suo seno. “Dopo questa fotografia, lui mi ha domandato altre foto di nudo” - ha detto Jane agli inquirenti – “e quindi ho deciso di chiudere il contatto”.

Paul non ha reagito bene a questo rifiuto telematico e ha quindi tempestato Jane con numerosi messaggi pieni di insulti e di rabbia. Impaurita dalle parole e dai toni dell’uomo, la signora Crossley ha contattato il capo dell’azienda di Paul, cha ha licenziato immediatamente l’uomo, e persino la moglie. Tra questi messaggi ce n’era anche uno che diceva: “Nell’anno nuovo verró nel tuo negozio, tu non sai cosa e chi io conosco, me la pagherai”.

Cosí, quando il 2 febbraio del 2006, il negozio di giocattoli di Jane é stato divorato dalle fiamme, i sospetti sono subito ricaduti sull’uomo del Surrey. La signora Crossley ha inoltre raccontato alla polizia i suoi sospetti: il signor Hallet aveva pagato un uomo che, fingendo di essere un elettricista, era sceso negli scantinati del suo negozio e appiccato un incendio. In poche parole, un puro atto di vendetta nei confronti della signora Crossley. Peccato che la versione di Jane nascondesse un’altra veritá. La polizia, dopo ulteriori indagini, ha infatti scoperto che era stata la donna a dare fuoco al suo locale, incolpando poi l’uomo conosciuto in chat e sperando che quelle email minatorie fossero una prova schiacciante contro di lui. Le ragioni del gesto sono ancora sconosciute e Jane verrá sentita in tribunale il 18 di giugno.

Ma d’altro canto, che cosa ci si poteva aspettare da una persona che usava come nickname “Fireybadgirl” (letteralmente “fuoco e ragazzaccia”)? http://iccheshireonline.icnetwork.co.uk/ Tutti i dati e le citazioni presenti nel sito sono tratte dall’articolo “Woman torched her own business” di Rebbecca Taylor, del 25 maggio 2005.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 maggio 2007 - 5279 letture