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Castelleone: tante sono le differenze con Corinaldo

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Tra i Comuni di Castelleone di Suasa e Corinaldo esistono ben tante forme di collaborazione ma non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda le scelte politiche.

da Insieme per Castelleone
Inoltre, abbiamo una Soprintendenza Archeologica delle Marche che utilizza due pesi e due misure circa i rinvenimenti archeologici. Castelleone di Suasa è stato il primo paese ad investire sui resti romani della zona ma Corinaldo è stato il primo paese a crederci veramente. Ci riferiamo ai rinvenimenti trovati a Corinaldo e precisamente in località Madonna del Piano, durante gli scavi nell'antico sito di S. Maria in Portuno, in cui sono state rinvenute negli anni scorsi una villa rustica di età romana con un quartiere industriale con almeno due fornaci.

Notizia di questi giorni è che è stata firmata una convenzione tra il Comune di Corinaldo, il Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, la Soprintendenza Archeologica per le Marche e la Parrocchia di S. Pietro Apostolo per definire gli obiettivi del lavoro e stabilire le reciproche competenze. Inoltre, grazie ad uno sponsor, si sono allestiti 2 percorsi didattici ed una sala espositiva con i ritrovamenti del sito.

E per giunta, sempre in questi giorni, è stato inaugurato il sito web: www.santamariainportuno.it da cui è possibile visitare virtualmente il sito archeologico. A Castelleone di Suasa durante gli scavi di fondazione per la costruzione di un polo artigianale, si sono ritrovati e catalogati reperti riferibili a resti di un insediamento agricolo romano, diverse costruzioni murarie tra cui ben tre “fornaci” con un certo quantitativo di vasellame vario inquadrabili fra il I sec. a.C. e l’età tardo-imperiale. L'Amministrazione Comunale ha ritenuto di non dover effettuare il fermo dei lavori e la stessa Soprintendenza ha ritenuto che i resti archeologici sono più protetti sotto terra che esposti alle intemperie per cui non hanno disposto il blocco dei lavori di costruzione dei Capannoni.

E non sappiamo se il Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, lo stesso che cura i lavori di scavo nella zona corinaldese e quella di suasa, sia stato interpellato in merito. Fatto sta che in quell'area, sopra così tanta archeologia, sono stati avviati la costruzione di 3 capannoni e mezzo (uno è stato ridotto perché i plinti dovevano essere costruiti sopra una fornace), alti 10 mt, tanto che ha fatto esclamare a qualcuno: "ecco gli Eco-Mostri".

In sostanza, per vedere e gustare quei reperti si dovrà attendere che la Soprintendenza trovi le risorse necessarie per provvedere a pubblicare un libro, che non avverrà mai, sui ritrovamenti in cui oltre ai documenti fotografici vi sarà anche una spiegazione storica dei rinvenimenti. Ben diverso a Corinaldo e pensare che siamo limitrofi e a ben 9 Km. di distanza!


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 maggio 2007 - 2350 letture