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Arrivederci esperantisti

3' di lettura
1960
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Con esattezza non ricordo la data esatta di quella telefonata, ne se era una giornata di sole o meno, quello che ricordo con precisione è il mese, Novembre e chi telefonava: il nostro Michele Pinto.
Con la sua abituale pacata gentilezza, dopo le solite presentazioni, perché era la prima volta che ci sentivamo dal vivo dopo esserci scambiati tanti messaggi, mi chiese se ero interessato a partecipare ad un corso di Esperanto per principianti che si teneva a Senigallia.

di Franco Giannini
La cosa mi interessava per cui accettai immediatamente, ed è così che sono entrato a far parte della famiglia esperantista.

Mai chiedere all’oste se ha il buon vino, per cui non dirò una parola circa il valore di questa lingua, la sua facilità di apprendimento e tanti altri contenuti di cui la lingua è ricca, perché queste mie parole sono di puro e semplice ringraziamento a chi ha fatto in modo che questa esperienza mi arricchisse e certamente non economicamente parlando.

La pazienza, la professionalità, l’esperienza, l’umanità, il piacere della conversazione, del Prof. Aldo Grassini, in questi 4 mesi di forzata quanto giusta “vacanza”, mi mancheranno, e non poco, già a partire da ora, e per tutto questo, semplicemente un grazie, ma di cuore.

Non meno, sarò purtroppo costretto a rinunciare, ai suggerimenti clandestini, ai sorrisi, al sempre puntuale ed inappuntabile servizio di segreteria, per cui va sottolineata la precisione ma anche la tanta pazienza, di Alessandra Grassini, a cui non posso che, offrire un fiore virtuale, tanti ringraziamenti ed… tanti auguri.

E se devo ringraziare Michele Pinto, per avermi fatto conoscere questa realtà, come potrei dimenticarmi de buon Leonardo Barucca, che ci ha offerto l’ospitalità della sala da pranzo, del suo Albergo Stella, sempre calda d’inverno e (cominciava ora) rinfrescata in queste serate pre-estive.

A bocce ferme posso solo affermare con certezza, che se l’Esperanto è una lingua facile ad apprendersi, ancora maggiormente lo è stato la semplicità con cui nel suo ambito ho acquisito nuove amicizie.
Non so quanto possa dire di aver imparato l'Esperanto, questo lo dovranno dire gli altri, sicuramente però ne posso valutare i notevoli contenuti umani acquistati con tante nuove e buone amicizie che colgo l’occasione per ringraziare.

Quello di cui sono felicissimo, è che la pizzata organizzata per salutarci, non è e non sarà un rompete le righe definitivo, ma semplicemente un “buone ferie”, vale a dire, per chi conosce l’Esperanto, non un Gxis Revido, ma un Gxis La Revido, ad Ottobre, con la speranza di poter arricchire ulteriormente la famiglia con l’acquisizione di nuovi amici.

A tutti, quindi, anche a quelli che verranno, un grazie ed un arrivederci.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 maggio 2007 - 1960 letture