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Il P.O.F.T., i genitori dove sono?

2' di lettura
2005
EV

In questi giorni, come rappresentante dell’Associazione Genitori, mi è stato chiesto di compilare un questionario relativo ad una ricerca sui bisogni educativi del territorio.

di Alberto Di Capua
Age Senigallia
La ricerca, commissionata dalla Conferenza Permanente Scuola ed Ente locale all’Università di Urbino, si propone di “capire quali siano le idee educative della nostra città” e, in tal senso, noi genitori, pare che potremo esprimere la nostra visione al fine di costruire un progetto educativo più ricco e condiviso. Ma la domanda che mi piacerebbe fare alle componenti della Conferenza Ente Scuola è: ma ci credete veramente?

Veramente terrete in seria considerazione le idee che proverranno dalle famiglie e veramente credete che le famiglie verranno messe in condizione di dire quello che ritengono giusto sulle scelte educative? Sono anni che diciamo alle scuole di voler partecipare alla formulazione delle linee d’indirizzo per la redazione dei piani dell’offerta formativa (POF), figuriamoci se la componente dei genitori verrà ammessa a dire la propria nell’ambito del Piano dell’Offerta Formativa Territoriale. Questo POFT, quindi, non ha bisogno dei contributi dei genitori perché con la sua ampia e qualificata gamma di attività fa già abbastanza.

E poi mi si dica, per favore: dopo aver raccolto questa montagna di informazioni quale risultato straordinario verrà fuori che non si conosca già? Come quali risultati inaspettati daranno mai i vari Osservatori che spuntano qua e là (l’ultimo sul bullismo) sulle varie questioni emergenti?
Le ricerche e gli Osservatori, si sa, rivelano sempre la debolezza di un sistema che è bravo a fare analisi e statistiche, un pò meno a trovare soluzioni.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 maggio 2007 - 2005 letture