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A.N.: parcheggi per disabili, più controlli e diversificazione dei permessi

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Il gruppo consilare di A.N. interroga l'Assessore ai Servizi riguardo i permessi relativi alla circolazione ed alla sosta delle autovetture dei portatori di handicap.

da Vincenzo Mastrantonio
Gabriele Girolimetti
Lucio Massaccesi

Premesso che esistono delle leggi idonee alla tutela di cittadini portatori di handicap permanenti o di patologie debilitanti transitorie, ma tali da inficiare la totale capacità dell’individuo a gestire liberamente ed autonomamente le proprie possibilità di spostamento nella città.
Constatato che le vie ed i parcheggi in genere, della nostra città, sono muniti di spazi riservati ai sopraccitati cittadini e che spesso (troppo spesso) si osserva che tali aree sono abusivamente occupate da non aventi diritto.

Preso atto che la Polizia Municipale si adopera per evitare questi soprusi i quali, la maggior parte delle volte, si verificano da parte di soggetti non disabili che utilizzano il “disco” di riconoscimento di non loro pertinenza e per tanto abusivamente. Al fine di migliorare l’attuale situazione vigente, si chiede all’Assessore di porre in essere alcune modifiche:

1) Valutare la possibilità di creare una fascia di permessi senza scadenza, dal momento in cui l’A.S.U.R. rilascia certificati illimitati per quelle malattie senza possibilità di guarigione.
2) Verificare se sia possibile far rilasciare la certificazione esclusivamente da un apposito gruppo medico dell’A.S.U.R. senza creare disagi ai richiedenti (pensiamo ad una corretta e capillare informazione circa le modalità previste per il rilascio dei permessi a tutti i soggetti interessati e ad un’ubicazione idonea degli uffici/ambulatori che, vista l'utenza, dovranno essere quanto mai di facile accesso per tutti). Ciò eviterebbe comprensibili perplessità di qualche medico curante verso i propri assistiti (talora troppo insistenti) sollevandolo anche da qualche onere; così facendo si acquisterebbe una caratteristica di importante impegno sociale e medico legale e si otterrebbe una incontrovertibile possibilità di ridurre tali permessi non alterando ma migliorando la situazione di fatto: a) Permessi permanenti; b) Permessi rinnovabili ogni cinque anni; c) Permessi a carattere temporaneo rinnovabili secondo i prognostici delle autorità sanitarie competenti.

3) Diversificare anche graficamente la tipologia dei suddetti con differenti colori onde facilitare un più accurato e mirato controllo di chi ne usufruisce.

4) Infine (ma non per questo meno importante) si ritiene opportuna una verifica differenziata e più ravvicinata di detti permessi (attualmente le liste vengono aggiornate ogni tre anni circa), cercando di migliorare ed ottimizzare il metodo di recupero di quelli scaduti da tempo (spesso mai riconsegnati) e ribadendo che tale operazione non è necessaria per chi è portatore di handicap o di patologie debilitanti stabili ed inguaribili ma solo in quelle situazioni di durata prevedibile e certificata come transitoria.

Per concludere, è auspicabile che non si arrivi ad un azzeramento dei permessi attualmente circolanti (per evitare disagi di chi l’ha appena rinnovato), ma che al medico, unico autorizzato al rilascio, ci si rivolga alla scadenza naturale del permesso di cui si usufruisce attualmente.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 maggio 2007 - 2411 letture