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Torreggiani scrive a Bertolini sulla variante arceviese

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Tarcisio Torreggiani, del circolo della Margherita, con una lettera aperta si rivolge all'ex assessore all'urbanistica Lanfranco Bertolini in merito alla variante per la riqualificazione dell'arceviese.

da Tarcisio Torreggiani
circolo La Margherita
Caro Lanfranco, ho letto il tuo “contributo” sulla vicenda della “variante Arceviese” e annesso emendamento, ho preso atto che ora sostieni un percorso diverso da quello attivato per il SIO che pure aveva prodotto un risultato condiviso. Le posizione espresse dal nostro Partito sul tema non hanno toccato né il contenuto della variante arceviese né il contenuto dell’emendamento. Entrambi appartengono all’azione di governo (della Giunta nel nostro caso). Al Gruppo Consigliare, che è l’esclusiva rappresentanza politica del Partito in Consiglio Comunale, spetta un giudizio politico su quelle azioni e le stesse non possono condizionarlo. Su queste basi, l’attuale Direzione della Margherita si è data delle linee di indirizzo e ha distinto i ruoli.

Il momento di governo, cioè la Giunta, è, per legge, “squadra del Sindaco”. Se il rapporto di Sindaco e Giunta con i Partiti e Gruppi è positivo, ed è bene che lo sia anche nei confronti della minoranza, bene! Altrimenti...Una valutazione negativa è emersa nella Margherita a carico dell’Assessore Campanile. Come affermato dal Segretario Ugolini “la Variante Arceviese ci appartiene”. Per cui ogni affanno nella difesa dell’ Assessore è del tutto fuori lugo e si presat a malevoli interpretazioni.I problemi veri, emersi anche in questa occasione, sono di ben altro spessore: Quando Campanile entrò in Giunta gli fu imposta una “tabella di marcia”, ma in quella circostanza nessun “odierno difensore” è insorto per rivendicare la pari dignità degli Assessori e dei Partiti.

Ciò nonostante Campanile, nel caso in esame, ha rispettato quella “tabella”.Ma più si avvicinava il momento dell’approvazione e più netta si faceva la contrarietà di Rifondazione Comunista (come se per quattro anni quel Partito, attraverso la propria rappresentanza Consigliare e di Giunta, non avesse avuto l’opportunità di suggerire valuatazioni diverse). A maggioranza spaccata, il Sindaco si sarebbe dimesso. Rifondazione non ha votato, ma nulla è successo. E non basta! La variante arceviese (frutto di anni di lavoro) è stata da alcuni declassata a “mera occasione” per far passare una vera e propria variante normativa al P. R. G. con un “emendamento” elaborato, se non in segreto, nella massima riservatezza e in un battibaleno per “verdeggianti” ragioni politiche. Non sono stati comunque gli indici di edificabilità a preoccupare la Margherita; bensì i problemi che tu definisci di “forma”. Un emendamento che travalica la variante arceviese per configurarsi come variante al PRG che neppure la maggioranza ha avuto modi e tempi di approfondire; un iter attivato in violazione di norme regolamentari, un provvedimento che non è approdato in Commissione Urbanistica, che non è stato posto al “parere obbligatorio” delle Circoscrizioni e che non fonda su uno studio di base che tenesse in conto le “diversità urbanistiche territoriali” non è forma, è sostanza! Date le perplessità della Margherita non si trova di meglio che far giungere un messaggio attribuito al Sindaco secondo cui “se il Gruppo della Margherita non vota l’emendamento ritirerà la delega a Campanile”. Non voglio crederci. Sarebbe troppo! E poi un vero Capo non ha bisogno di pronunce simili: può sempre contare su chi sa interpretare i suoi pensieri!

Caro amico mio, questa non è forma, è sostanza politica e democratica e ha fatto bene chi ha privilegiato questa rispetto alla “pressante e offensiva imposizione”. Anche queste “forme”, caro Lanfranco, debbono costituire terreno di verifica per il costituendo Partito Democratico. Se di un aggettivo così impegnativo altri ne possono fare a meno, io NO! non posso. E spero neanche tu! Il grado di convergenza verso il Partito Democratico non si misura sulla cieca adesione alle proposte di Giunta, ma su un impegnativo percorso di costruzione di indirizzi e obiettivi che sta in capo alle segreterie politiche capaci di intercettare al meglio le attese e le speranze della gente; quindi si incontrino! In campo amministrativo propongo ai gruppi consiliari di D.S. e Margherita, pre-consigliari congiunte prima di unificare i gruppi consiliari.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 maggio 2007 - 2346 letture