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Esplosione alle Saline, la testimonianza del custode

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Mentre proseguono le indagini della magistratura, parla il custode che si trovava sul posto al momento dell'esplosione ed è fortunatamente scampato alla deflagrazione.

“Ho visto i due ragazzi volare per oltre tre metri. Tuttora li sogno la notte.” Ancora non riesce a togliersi l’immagine dalla mente Luciano Messersì, il custode dello stadio delle Saline che sabato ha assistito in diretta allo scoppio della bombola del gas.

“Pochi istanti prima del botto non ho notato nulla di strano, nessun volto sospetto, insomma niente e nessuno –precisa Luciano-. Solo ad un certo punto ho notato le fiamme alzarsi in prossimità delle bombole. Poi lo scoppio. Che sia stato il caldo o un mozzicone di sigaretta non lo so proprio. Appena mi sono resoconto di quello che stava accadendo sono corso in strada, allontanandomi da quella zona di circa cinquanta metri. Quando poi ho visto il traffico cittadino proseguire senza problemi ha avuto paura”.

Quello delle Saline infatti è uno dei più popolosi di Senigallia. “Insieme ad un altro custode –prosegue Messersì- abbiamo immediatamente chiamato i Vigili del Fuoco e fermato le macchine che passavano. Dopo lo scoppio ne potevano arrivare altri e quindi chi passava di lì era a rischio. Ho visto anche quei due poveri ragazzi saltare via. Ancora rivedo quella scena fissa nella mia mente”. Da palazzo intanto bocche cucite sulla vicenda che ha chiamato in causa la Protezione Civile, proprietaria delle quattro bombole stoccate nell'area dell'impianto sportivo senigalliese, che fa capo direttamente al comando della Polizia Municipale e quindi al sindaco Luana Angeloni.

“C'è un'inchiesta in corso da parte della magistratura e per questo non possiamo rilasciare dichiarazioni -afferma laconico il comandante della Municipale Flavio Brunaccioni- se siamo stati ascoltati dagli inquirenti? Neanche a questo posso rispondere”. Il sindaco Luana Angeloni intanto ieri pomeriggio è intervenuta alla riunione dei capigruppo convocata per fare il punto sull'ospedale senigalliese per aggiornare i rappresentanti del consiglio comunale sulla situazione attuale. Il primo cittadino, che nel pomeriggio si è recata all'ospedale di Torrette per sincerarsi delle condizioni di Andrea Tarsi e di Valentina Argentati, la prognosi sarà sciolta nelle prossime 48 ore, ha detto che anche “l'Amministrazione Comunale è intenzionata a far luce su quanto accaduto affinchè vengano accertate tutte le responsabilità”.

Responsabilità che a vario titolo chiamano in causa anche il comune come proprietaria dell'area a disposizione della Protezione Civile. Il Comune, che aveva concesso l'area in uso all'associazione di volontari con un regolare contratto, avrebbe ammesso agli inquirenti di non essere stata a conoscenza della presenza delle quattro bombole di gpl rigirando così la “palla” alla Protezione. Quest'ultima avrebbe giustificato la presenza delle bombole perchè in attesa di essere trasferite altrove, fermo restando che, di per sé, come confermato dalle prime indagini, non è “reato” lasciare all'aria aperta bombole di gpl se di capacità inferiore ai 90 litri (come nel caso delle Saline).


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 maggio 2007 - 2534 letture