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Schiavoni: difendiamo le energie rinnovabili da biomasse

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A malincuore, sulla cronaca di Fano, leggo ancora una volta il diniego dei comitati del “NO” alla realizzazione della centrale a biomasse di Schieppe di Orciano. Negli articoli si conferma il “NO” senza se e senza ma.

da Floriano Schiavoni
consigliere comunale Fi
Ancora una volta, però, non si chiarisce il perché del “NO”. Il sottoscritto ha partecipato a numerosi incontri scientifici sull’utilità, per una società più vivibile, delle fonti rinnovabili da biomasse. In tutte le sedi e le occasioni i relatori hanno sempre riportato, in modo tecnico, la validità di tali soluzioni per dare un futuro vivibile ai nostri nipoti.

Sono pertanto costretto, ancora una volta, a ricordare le decisioni dei 27 paesi aderenti all’unione europea tra le quali segnalo per brevità:
1.Passaggio dal 7 al 20% delle energie rinnovabili;
2. Riduzione del 20% di emissioni di gas ad effetto serra;
Mi chiedo:
Cosa propongono i comitati del “NO” per raggiungere questi fini?
Cosa propongono i signori del “NO” per risparmiare, entro cinque anni, 600 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2).

A maggior chiarimento preciso:
1.Le centrali a biomasse, del tipo di quella che si vuole realizzare a Schieppe di Orciano, producono un livello di inquinanti irrisorio ( circa 1-5%) rispetto ai limiti legali e a quelli presenti all’interno delle nostre città ( vedi allegato 1 ;Fonte: Enea- Agrofer Cesena);
2.La valutazione di impatto ambientale della centrale a biomasse di Schieppe di Orciano è stata positiva e probabilmente anche per tale motivo la Regione Marche si è schierata a favore della ditta Waferzoo;
3.Le biomasse, inquinando molto meno di tante attività industriali, sono in grado di rendere economica la gestione di circa 12000 ettari di terreno che ora è in pareggio solo grazie alle sovvenzioni provenienti dalle tasche dei contribuenti ( circa 100 euro a testa ad anno – bimbi e nonni compresi);
4.La ditta Waferzoo, ora operante nel settore della disidratazione, produce inquinanti nei limiti di legge, ma, in ogni caso, mediamente doppi a quelli della futura centrale a biomasse. In poche parole se i comitati del “no” avessero ragione i cittadini di Schieppe e dintorni sarebbero costretti a vivere in un ambiente più inquinato. Un vero paradosso!
5.Perché allora ancora “NO”? Un’idea me la sono fatta; non la dico altrimenti rischio qualche denuncia.

Invito pertanto tutte le istituzioni, che hanno a cuore il problema energetico ed ambientale, ad organizzare delle conferenze al fine di mettere in luce tutti gli aspetti che il sottoscritto, in queste poche righe, non è riuscito a chiarire. Prima che sia troppo tardi è ora, infatti, nell’interesse del cittadino, di confrontare i dati scientifici e non le “chiacchiere”.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 maggio 2007 - 3264 letture