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Paradisi: gli ''imbarazzi'' della variante arceviese

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Leggere le dichiarazioni del “soldato” Gennaro Campanile, accolto in giunta per fungere da ventriloquo del sindaco, che accusa l’opposizione di superficialità e inopportunità è imbarazzante.

da Roberto Paradisi
consigliere comunale Liberi X Senigallia
Alle volte bisognerebbe avere coscienza dei propri limiti e tacere. Allo stesso modo non si può accettare che il sindaco Angeloni addirittura tenti di spacciare per scelta democratica e civile il provvedimento che ha fatto approvare con un blitz tenuto segreto fino all’ultimo momento. Ed è sconcertante dover leggere che il sindaco affermi, quasi con compiacimento proletario (lei che più che proletaria è proprietaria), che il suo provvedimento impoverirà i singoli proprietari. Ecco chi ci ritroviamo come primo cittadino: una non senigalliese che si compiace di aver colpito duramente la proprietà privata di quelli senza santi in Paradiso.

Perché la Angeloni si è ben guardata dal toccare le tasche dei padroni del mattone e dei soliti noti. Ha espropriato di fatto, con l’aiuto compiaciuto di una maggioranza senza autonomia, senza attributi e senza più legittimità etica, i diritti dei proprietari più deboli. Tutto questo in virtù di una sedicente filosofia urbanistica tesa a “migliorare la città”. Oggi il sindaco si accorge che si è cementificato troppo. E perché non se ne è accorta prima di rilasciare permessi edilizi di grande impatto ambientale ai soliti noti? La filosofia urbanistica è cosa seria. E i politicanti di Senigallia non sanno cosa sia. La politica urbanistica è l’idea stessa che si ha della città: è la proiezione etica, culturale e filosofica di un modello di vita e di sviluppo.

Basta osservare come è strutturato un centro medioevale per capire che, dietro delle scelte apparentemente insignificanti, vi è addirittura una visione del mondo. Ma quale visione ha espresso la Angeloni (e le disastrose giunte precedenti) in questi anni? Più che visione dovremmo parlare di un delirio del mattone, di un caos disorganizzato, di una filosofia speculativa (ma non le senso aristotelico). Si è arrivati troppo in là. Si è concesso a chi non si doveva concedere. Si è tolto a chi non si doveva togliere e si è “espropriato” ai più deboli. Poi mandano il soldato Campanile, che sta all’urbanistica come Berlusconi sta al comunismo, ad attaccare l’opposizione gridando che l’ufficio urbanistica ha sempre operato nella più assoluta trasparenza. Che misero livello politico!


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 maggio 2007 - 2136 letture