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Bertolini: sulla variante quello che conta è la sostanza

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L'ex assessore all'Urbanistica Lanfranco Bertolini ha scritto una lettera aperta all'attuale assessore Gennaro Campanile e al segretario del suo partito (la Margerita) Antonio Ugolini sul tema della Variante Arceviese.

da Lanfranco Bertolini
ex Assessore all'Urbanistica
Caro Tonino, Caro Gennaro, leggendo notizie di confronti e polemiche interne alla Margherita e alla sua rappresentanza amministrativa in relazione alla variante normativa sugli indici di edificazione nelle zoneB di completamento, ritengo di dare un contributo affinchè non siano i problemi di forma a prevalere nel giudizio ma quelli di sostanza. Gli equilibri urbani di Senigallia erano messi in crisi da norme dissennate (alti indici di edificabilità) e da meccanismi che non furono fatti funzionare (cessione A.U.S. ed esiti infausti delle scelte di monetizzare le aree di urbanizzazione).
La D.C. all'opposizione, il Partito Popolare e la Margherita al governo della città hanno sempre espresso orgogliosamente l'impegno per riequilibrare le previsioni urbanistiche e correggere le storture, spesso di gestione, del Piano Morpurgo per ragioni solo 'urbanistiche': infatti l'armatura urbana (strade, fogne, spazi pubblici) della città post-terremoto, per quanto moderna e funzionale, non poteva sostenere i nuovi carichi urbani frutto di una densità eccessiva e assenze di risposte al traffico del nostro tempo e alla fame di parcheggi.

Questa nostra politica può essere testimoniata dagli amici che nei vari ruoli rappresentarono nel governo della città la nostra idea politica e che sono ancora oggi attivi negli organismi della Margherita: per tutti noi questa battaglia dovrebbe rappresentare un motivo di soddisfazione, una carta di identità, anche se la città di oggi tende a dimenticare.

Esempio: Le Piramidi.
La città costruita e le aree de completamento (che spesso erano zone di espansione privilegiate nei volumi ma senza funzionalità urbana), ritornano in una dimensione normativa coerente e non certo punitiva per qualsiasi interesse imprenditoriale e professionale, se non per quelli puramente speculativi. L'indice 0.50 mq/mq è tra quelli medio alti delle città moderne con caratteri non intensivi e di medie dimensioni.

Certo, si devono capire e rispettare i disagi personali per un'insufficiente comunicazione e per non aver potuto dare propri contributi, se ho ben inteso la posizione del Capogruppo Bachiocchi, ma torno a dire che conta la sostanza e che il coraggio spesso sta proprio nella capacità di cogliere ed accogliere scelte di governo anche quando nascono come emergenza. La via per puntualizzazioni e miglioramenti è poi prevista dal percorso di approvazione definitiva.

Fare scelte di riduzione degli indici di fabbricazione, pur là dove è necessario, è sempre fatto difficile e raro: questo indirizzo di riequilibrio era presente già nel programma amministrativo della Giunta del 2000, oltre che nella nostra storia.

Si incominciò con la Variante delle Zone a mare, che come Assessore del tempo io volli e perseguì con testardaggine, senza troppe cautele con il noto esito di focalizzare su di me mille ostilità, ottenendo però il sostegno unanime della Giunta.
Reazioni prevedibili ma non negli eccessi (tanto che oggi è stata da tutti metabolizzata!), ma quella scelta invertì tendenze e solo la non percorribilità politica di continuare su quella via impedirono di estendere allora la riduzione degli indici nelle zone B di completamento. Comunque si ebbe un S.I.0. che resta un fondamentale documento guida di grande attualità per lo sviluppo delle aree costiere.
Oggi che se ne è presentata la situazione e si sono trovate le condizioni politiche, bene giunge il provvedimento, che impedirà in modo automatico e generalizzato nuove congestioni, nuove infelicità urbane e forse il salvataggio di qualche villa e tessuto urbanistico che avrebbero seguito la sorte di demolizione e ricostruzione con quegli esiti dolorosi che qua e là si avvertono con sofferenza.

E'vero: come quella delle zone a mare, la variante giunge un po' tardi e molti buoi sono usciti dalla stalla, ma forse nessun ha ben chiaro quanto nell'uno e nell'altro caso i rimescolamenti e trasformazioni avrebbero potuto alterare ulteriormente fisionomie e ridurre il respiro nella città, snaturandone ancor più l'identità.

Valorizziamo dunque in termini di rafforzamento della cultura urbana questa decisione, superiamo i problemi procedurali ed evitiamo nuove divisioni e di dare un'impropria immagine di contrasti sulla delicata materia. Anzi credo che, dopo storiche divisioni, la convergenza con i DS su queste scelte di riequilibrio urbanistico consenta di costituire un titolo nobile per la nascita del Partito Democratico che proprio sul territorio e sulla qualità delle scelte relative alla tutela ambientale, all'ordinato sviluppo urbano e ad un'equa politica della casa in favore dei ceti più deboli può garantire la sua riconoscibilità di forza progressista ed avviare i processi costitutivi attraverso qualificati gruppi di lavoro che facciano sintesi tra coloro che aderiranno alla nuova formazione politica.

Rendo aperta questa lettera, inviandola alla stampa, per contribuire a rendere positivo e sereno il dibattito.
Con amicizia.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 maggio 2007 - 3101 letture